Tristeza on Guitar – il Brasile secondo Baden Powell
Niente è meglio di un po’ di sana musica per combattere maltempo e malumori: e niente è meglio delle composizioni del carioca Robert Baden Powell de Aquino per ritrovare energia e voglia di vivere.
Il maestro Lino de Aquino, violinista di professione e direttore della prima orchestra di solo neri costituita dopo l’emancipazione della gente di colore in Brasile, volle omaggiare lo storico fondatore del movimento scout quel 6 agosto 1937, ma certo non si sarebbe aspettato che la fama del figlio avrebbe eguagliato e forse superato quella del Generale inglese.
La sua chitarra è stata la più impressionante e viva testimonianza della musica brasiliana: dolce, delicata, sublime, vibrante, calda, capace di far ballare i piedi e il cuore, capace di unire la musica barocca, il romanticismo, la tradizione e il folklore afro-brasiliano, le serenate, il blues e il jazz, capace di far nascere dalla Samba la Bossa Nova (assieme a musicisti del calibro di Jobim, Vinicius, Ed Lincoln e Joao Gilberto), passando per la canzone napoletana – estremamente popolare negli anni 50 sulle frequenze della Radio Nacional di Rio – quella francese e quella tedesca.

Figlio di musicisti, immerso nel ricco clima del Carnevale e della Samba, Baden Powell ricevette le prime lezioni di musica proprio dal padre, ma quando all’età di appena otto anni rubò una chitarra della zia e si rifiutò fermamente di restituirla fu affidato alle cure di Jaime Florênce Meira della Radio Nacional, suo unico ed eclettico maestro, con il quale studiò Bach, Tarrega e la musica popolare sino ai tredici anni per poi dedicarsi totalmente al professionismo: nel ’55 si innamorò del jazz e dei musicisti che suonavano nella zona Sud di Rio – quella ricca – e nei locali notturni (Luis Armstrong, Ella Fitzgerald, Benny Goodman),fondò un trio jazz col pianista Luis Eça ed il contrabbassista Ed Lincoln per esibirsi tutte le sere al Plaza Bar di Copacabana, iniziò a comporre i suoi primi successi come Samba Triste (con testo di Billy Blanco) e nel ’62 partì alla volta di Parigi per cercare fortuna. Ritornò poi in Brasile nel ’65 e si fermò a Salvador per studiare da vicino il culto religioso afro-brasiliano del Candomblé, ma fu nel 1966 che si fece conoscere e amare dal grande pubblico, specie da quello tedesco, con un album tutto speciale: Tristeza on Guitar.

Joachim E. Berendt, giornalista tedesco esperto di jazz, nelle note all’interno della copertina racconta come cercò personalmente di contattare BP per convincerlo a registrare per la SABA. L’album fu un successo, e si aprirono per il carioca molte possibilità in Europa e Giappone, al punto che Berendt diventò il suo agente sino al ’71.
Curiosità: i due lati del disco si riflettono a vicenda, come in uno specchio, perché le prime tracce di entrambi i lati sono vecchi standard propri della tradizione del carnevale (Tristeza e Manha de Carnaval), seguiti da due veri e propri dialoghi tra flauto e chitarra (Canto de Xango e Invencao) da due pezzi da “solsita” (una meravigliosa reinterpretazione di Round ’bout Midnight, che conferma le influenze jazzistiche e, tecnicamente parlando, l’amore di BP per la ricerca armonica specie legata al secondo grado “minore”, passione confermata anche in Das Rosas) e quindi da due pezzi – parola di Berendt – più selvaggi, quali sono Sarava e Son do Carnaval. Quindi, per chiudere in bellezza, due composizioni originali di Baden Powell e Vinicius de Moraes: Canto de Ossanha e O’ Astronauta.
Questo album, registrato in fretta e furia nella notte tra l’1 e il 2 luglio, assieme a Poema on Guitar del 1968 è considerato tra i suoi lavori migliori: è stato suonato con dolcezza e sentimento, come se BP e i suoi musicisti avessero dovuto suonare questi brani per l’ultimissima volta prima di dire loro addio, per non parlare della qualità compositiva e della freschezza del suono, impressionante anche dopo 50 lunghi anni.
Purtroppo si tratta di un oggetto molto raro sul mercato, un pezzo “da collezionisti”, difficile da trovare anche in rete (fossi in voi proverei su Grooveshark, ma shh, io non ho detto niente e non sono mica stato io) ma c’è una buona notizia, per tutti i fan e gli studenti della musica popolare brasiliana: grazie alle fatiche di parenti, amici e colleghi musicisti, e soprattutto del figlio Philippe, da Settembre è disponibile sul sito http://www.brazil-on-guitar.de/una accurata catalogazione delle moltissime opere di Baden Powell, oltre a una completissima raccolta di spartiti e tablature in buona parte autografe!
Una vera miniera d’oro tutta da esplorare che non può che far tornare il sorriso ai chitarristi, senza dubbio.

Consiglio per i metereopatici: “Live 1982”,una raccolta di pezzi rari ed inediti, rigorosamente da solista, registrata dal gigante brasiliano in Italia (Napoli) per l’etichetta Maracanà per festeggiare, beh, avete capito cosa. Alè!









