I Moldy Peaches fanno il botto con Juno
Non possiamo che partire con il film Juno.
Ragazzina classica con slang giovanile che, per un errore con il suo amichetto di scuola, rimane incinta. A sedici anni non pensa neanche un secondo di tenere il bambino, ma alla fine scopre una coppia che ne vuole uno, così Juno decide di portare a termine la gravidanza e dare in adozione il bambino. Un film indipendente che ha sbancato botteghini e critica, ma è stato notato anche per le canzoni del soundtrack, spesso anche loro di etichette indipendenti.
Grazie a questo divertente e spassionato film, nonostante la sua tematica d’importanza giovanile, una band, che nel 2007 si era già sciolta, ha avuto un clamoroso successo ed è arrivata al numero uno in classifica. Una band che quella posizione non l’aveva mai vista neanche da lontano.
The Moldy Peaches (trad. Pesche ammuffite) è un gruppo della scena anti-folk americana, un genere che ha conivolto principalmente il territorio degli Stati Uniti e specialmente NY a causa della vicinanza tra il folk e il punk. Esattamente da questi inavvicinabili generi nasce l’anti-folk. A voci stridule e non aggrazziate vengono affiancate non sempre chitarre elettriche, ma bensì quelle acustiche, simbolo del genere folk.
Così fecero i The Moldy Peaches, nati nel 1994 da un incontro in un negozio di dischi tra il 14enne Adam Green e dalla 20enne Kimya Dawson.
La band si allargò spropositamente aggiungendo e cambiando diversi membri fino ad arrivare a sei componenti, tra cui anche Aaron Wilkinson, ragazzo morto di overdose, ricordato anche nell’album Room of Fire degli Strokes.
Due album per la band anti-folk di NY, il primo omonimo lanciato l’11 settembre del 2001, data che tutti ricordiamo sicuramente non per il loro primo disco. Non accolto favorevolmente dalla critica, che in alcuni casi, da 1 a 10, ha ricevuto 1.
In questo album ritroviamo il successo che ci ricollega al film Juno, poichè la traccia dieci dell’album è “Anyone Else but You”, che forse chi ha visto il film ricorderà, poichè è il the end, in cui i due protagonisti, con chitarra acustica sul muretto davanti a casa, cantano la canzone richiamando a sè i titoli di coda.
Canzone quasi asettica, ma che in realtà è un travolgente fiume di vocaboli che si concludono sempre con questa frase :” I don’t see what anyone can see, in anyone else, But you” (trad:Non vedo quello che chiunque può vedere, in nessun’altro, tranne che in te).
La band è sempre stata stravagante. Lui durante i concerti adorava vestirsi da Peter Pan mentre lei sceglieva costumi di orsi o conigli.
Il duo si è successivamente sciolto dopo una raccolta dei live del ’99 e del ’01 nell’album Moldy Peaches 2000: Unreleased Cutz and Live Jamz 1994–2002, composto da due cd e raccolglie più di 60 canzoni. Ora i due ragazzi seguono carriere soliste.
















