Siamo tutti bambini, come in Brimful of Asha
Che meteora, i Corner Shop. Nativi di Wolverhampton, Tjinder Singh e il fratello accompagnati da David Chambers (batteria) e Ben Ayres (chitarre e tastiera), hanno avuto una carriera paradigmatica: si sono formati come gruppo sull’onda del movimento brit-pop, e dopo alterne fortune nel periodo di oscurità mediatica, hanno fatto il botto con un singolo senza tempo.
“Brimful of Asha”, contenuto in “When I was Born for the 7th Time” del 1997, crea le coordinate sonore ed esperienziali della globalizzazione dei ricordi, vissuti solo mentalmente in un’India lontana che rivive nel sangue dei fratelli Singh. Per cui scordatevi Gandhi e tutti i luoghi comuni sui racconti degli emigranti, qua ci sono chitarre elettriche, look british e tanta voglia di cantare una memoria insensata sulle gioie di Bollywood come dream-factory (!). I Corner Shop si prendono gioco dell’arte e di tutti noi, infatti cantano una nenia ma ci suonano su la melodia più allegra e indovinata di tutte. Cosa c’è di più infantile e piacevole di raccontare una bugia e poi mettersi a ridere tutti insieme?














