Mercan Dede, l’essenza del sufismo
La Danza dei Dervisci Rotanti è una delle rappresentazioni più pure della dottrina Sufi. Rotendo su se stesso, l’asceta islamico compie un cammino interiore, cercando di accelare il proprio organismo, cercando un equilibrio motorio, intellettivo ed emozionale per avvicinarsi alla Verità. Ed è assistendo ad un’esibizione di Mercan Dede che potrete ancora osservare quest’antica danza, ormai sempre più riservata e paragonata alla lettura delle Sacre Scritture. Artista, visionario, dj, musicista, Mercan Dede è il ponte quotidiano tra la tradizione sufista e l’innovazione occidentale, la rivisitazione in chiave Sufi del concetto tra Yin e Yang. Una laurea di giornalismo ed una passione per la fotografia spingono Arkin Ilikali, questo il suo vero nome, oltre Oceano, in Canada, inseguendo sogni e presagi. Trova lavoro in un bar, dove una sera prende il posto del dj locale, dando vita alla sua nuova esistenza, quella sotto il nome di Arkin Allen. I suoi primi lavori nascono dalla cultura techno di fine anni ’80, ma è solo nel 1996, con l’uscita di Sufi Dreams, che i suoi sogni diventano realtà. Il nome cambia nuovamente. Mercan Dede, tratto dal personaggio di romanzo turco contemporaneo, è il biglietto da visita per presentarsi con rispetto di fronte alla spiritualità dei grandi pensatori delle dottrine orientali. La sua passione per il Ney, un flauto persiano che trova le sue prime raffigurazioni nei papiri egiziani, si incastra perfettamente con l’abilità ai piatti ed il risultato è un mescolarsi di canti buddhisti, spiritualità sciamanica e primordialità aborigena inzuppati nella cultura rave degli anni ’90. Suona nei salotti più intimi dei jazz club e vola fino in Kazakhistan e Barheyn per suonare di fronte a migliaia di appassionati. Si attornia di musicisti d’eccezione, suonatori di strumenti antichi, come il darbuka e lo zither ed inscena spettacoli surreali, affiancando i grandi nomi della scena turca come Ilhan Ersahin e Burhan Ocal, o presentandosi alla Notte della Taranta, in Puglia, insieme ad alcuni suonatori di didgeridoo. Un viaggio continuo alla ricerca della propria intimità, nella sconfinata dottrina dell’infinito, per purificare una vita di peccati.










