In Liguria è Buio Pesto
Musica dialettale è spesso sinonimo di musica popolare ed il collegamento a noiose feste di paese è quasi immediato; tuttavia esistono gruppi che portano avanti la tradizione dialettale con sonorità moderne, giocose e allegre. e tra questi i Buio Pesto.
Il gruppo ligure, orgoglioso della propria appartenenza, fa del dialetto e dell’amore per la propria regione, il punto cardine della propria musica, esprimendosi, dal secondo disco in avanti, solo in “zenese” stretto e assicurandosi in questo modo un’originalità e una genuinità di testi particolarmente pregevole.

L’avventura dei Buio Pesto comincia tra il 1983 e il 1992, periodo che intercorre tra la formazione del gruppo e l’inizio delle pubblicazioni ufficiali, ma la svolta più significativa e che ha garantito il successo al gruppo è stata la decisione presa nel 1995 di scrivere e cantare solo in dialetto genovese.
Da quel momento i Buio Pesto hanno inciso 6 album, e raccolto 150.000 euro di fondi per beneficenza.
Buona musica e buoni intenti, un connubio che da solo invita a supportare questa interessante realtà locale, che molto ha da offrire anche ad oriundi e forestieri, che sappiano calarsi in una diversa realtà ed apprezzare le sfumature comiche garantite dal dialetto.

I testi sono caratterizzati da una forte ironia, si narrano episodi divertenti, aneddoti, vere e proprie barzellette, oltre alla collaudata trovata comica del riproporre canzoni famose modificandone il testo, trovata che in dialetto si rivela ancora più d’effetto.
Il gruppo è affiatato e molto ben preparato (non a caso il frontman M. Morini è maestro d’orchestra e ha diretto più volte addirittura a Sanremo) e nei live, fra i paesini sperduti della liguria, è impossibile non lasciarsi trascinare dall’allegria e dalla simpatia del gruppo e dell’istrionico leader; la vivacità delle canzoni e le battute di Morini, contemporaneamete cantante e intrattenitore, catturano gli spettattori, garantendo sempre live accesi e coinvolgenti.

Tra concerti e nuovi progetti, i Buio Pesto hanno trovato il tempo di girare due film nella loro terra (girando tra l’altro quello che è considerato il primo film di fantascienza girato interamente in Italia) e proporre una canzone a Sanremo, scartata proprio per l’utilizzo del dialetto.





















