African Herbsman, capolavoro nascosto di Bob Marley

Pubblicato il 2011/12/07 da Black Music
African

Parlare di Bob Marley è come giocare con il fuoco: ci si può facilmente scottare. Bob Marley è una di quelle personalità che risiedono a buon diritto nell’Olimpo della musica, questo è innegabile. Molto si è scritto e detto sui suoi lavori e sulla sua vita, tuttavia c’è una parte della carriera ancora oscura ai più: si parla dei primi album, quando ancora il fenomeno Bob Marley stava per esplodere in tutto il mondo, ma il cantante era perlopiù conosciuto nella madrepatria. Ecco spiegata la scelta di parlare di questo gioiello nascosto, che può essere annoverato a pieno diritto tra i capolavori dell’artista originario del Saint Ann Parish, regione a sud della Giamaica.
Prodotto dalla Trojan Records nel 1973, African Herbsman è una compilation che racchiude alcuni tra le migliori canzoni prodotte dalla geniale coppia Bob Marley-Lee “Scratch” Perry nel periodo che comprende il 1970 e il 1971. Le liriche emozionanti di Marley si mescolano perfettamente con le geniali produzioni di Lee Perry, dando vita a sedici tracce che lasciano il segno. Marley spazza con estrema facilità dal tema d’amore (Don’t Rock The Boat) al politico (Brain Washing), passando per la riflessiva Sun is shining. Nessuna canzone, in verità, si dimostra inferiore alle altre, creando un lavoro estremamente coeso e fluido. Tutte le tracce colpiscono il cuore in egual misura, lasciando l’ascoltatore in uno stato piacevole stupore.

Lee “Scratch” Perry, qui in un ottimo momento di forma, si tira a lustro per l’occasione e, come spesso gli capita, non sfigura minimamente, arrivando addirittura a rubare la scena a Marley in più occasioni. Le produzioni su quest’album sono tra le più belle mai partorite dalle mani dell’Upsetter, che è dietro alla maggior parte dei capolavori usciti dalla Giamaica negli anni ’70 e ’80. A differenza dei seguenti album di Marley, che vedono alcune commistioni rock (il che li rende ancora più geniali) in African Herbsman è preminente il suono puro della Giamaica, il reggae degli albori, il motivo che ha fatto diventare Lee Perry una leggenda vivente. Musicalmente può essere definito la vera pietra miliare della coppia Perry-Marley, nonostante i vari lavori prodotti dal duo, massima espressione di quel reggae grezzo che tanto piace ancora oggi.

La grandezza di questo disco è riconosciuta dallo stesso Marley, che riprenderà alcune canzoni per lavori successivi: Lively up yourself in Natty Dread, Trenchtown rock in Live! e Kaya proprio nell’album omonimo. African Herbsman è una gemma nascosta, un piccolo tesoro per pochi appassionati, che fa da apripista al più bel cd che la musica reggae abbia mai visto nella sua lunghissima, Catch a fire, questa volta, però, targato solo Bob Marley & The Wailers.


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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino. Contatti: lorenzoliveli@outsidersmusica.it

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