Nina Zilli (05/05/2012), Torino, Hiroshima Mon Amour

Pubblicato il 2012/05/08 da
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di Isabella Parodi
recensione

“Siete pronti per un po’ di soul?!”
Nina Zilli saluta così l’Hiroshima Mon Amour, con labbra e abito rosso fuoco, grintosa e sorridente per l’ultima tappa de L’amore è femmina tour.
Il locale è pieno e caldissimo: la visita alla fnac di Torino a febbraio per la presentazione dell’ultimo album non era bastata al pubblico in adorazione. E la cantautrice piacentina di certo non delude le aspettative, liberando tutta la sua energia e simpatia sul palco, con una voce che spacca e vaga con disinvoltura tra soul, pop e reggae.
L’orchestra non è da meno: il tris basso, chitarra e batteria più tromba, sax e tamburello sono scatenati e affiatati, e con loro il locale si scatena.
Parte subito decisa con il riff irresistibile di L’amore è femmina e poi via con quasi tutto il nuovo album. Con Un’altra estate, Non qui e La felicità la Zilli balla e si rivolge direttamente al pubblico, coinvolgendolo in ogni momento: tutti restano rapiti dalla sua bellezza, il suo carisma, le sue straordinarie doti artistiche, e rispondono ballando e cantando, senza (per fortuna) sovrastare fastidiosamente la sua voce. Con Piangono le viole la cantante si rivolge a “tutte le donne che non hanno paura di niente!”. Il primo di una lunga serie di appelli al pubblico femminile (il suo preferito), con un affetto sincero, quasi da sorella maggiore.
Impeccabile l’esecuzione di  Per sempre, tormentato singolo di Sanremo con cui la cantante manda tutti in visibilio.
E non potevano mancare i classiconi imperdibili: 50mila, L’uomo che amava le donne e Un bacio d’a(d)dio, ovviamente, ma soprattutto il reggae deciso di Penelope, con cui è impossibile non ballare.
A dare ancora più stile al tutto, una serie di cover, dove spiccano le due versioni di At Last, in onore della scomparsa Etta James, in cui la Zilli si lascia andare a eccellenti virtuosismi per poi calarsi nuovamente nel classico del soul con un ritmo più accelerato. Singolare e piacevole. Poi, di nuovo un saluto affettuoso alle sue donne con la cover di Be my baby (The Ronettes), allegra e frizzante, dove la sua voce e le melodie anni ’60 si sposano alla perfezione.
Dopo due ore di ottimo spettacolo toriamo tutti a casa contenti. Buona musica, interpretazione impeccabile, tanta tanta simpatia. Una grande showgirl (nel senso vero del termine), semplicemente divina.


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Isabella Parodi
Isabella Parodi

Rubrichista per OUTsidersmusica e studentessa di grafica al Politecnico di Torino. Aspirante a specializzazione in design cinematografico di approccio sia pratico che teorico.

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