Alberto Bianco, dalla INRI al palco degli Mtv Days: “il giusto premio a questo 2012″

Pubblicato il 2012/07/02 da Interviste

Bianco è un tipo semplice, forse un po’ timido e schivo, ma di una gentilezza rara: si capisce subito che è uno abituato a stare con la gente, a vivere la musica dei locali, a suonare anche per poche persone. E sul palcoscenico torinese di Piazza Castello suona per una ventina di minuti davanti a migliaia di persone insieme alla sua band, per aprire uno degli eventi più seguiti dai teen ager italiani. Gli Mtv Days sono uno spettacolo fra i più discussi e controversi: musica pop da talent show e rap dove non si fa che parlare di droga, soldi e donnine tutte gnude, ma secondo il cantautore torinese “non è uno spettacolo tutto da buttare“. Dopo il suo live, in cui sinceramente ci emoziona con Splendidi e Mela, lo intercettiamo per fare quattro chiacchiere e lui si mostra subito molto disponibile. Sono venuti fuori spunti molto interessanti.

Un 2012 davvero speciale per Alberto Bianco: ora il palco degli Mtv Days.

 Si, Mtv New Generation ha creduto in me: sono davvero molto contento di aver avuto innanzitutto la possibilità di suonare su un palco del genere, che è sinceramente un vero traguardo per me. Il mio principale interesse non era quello di suonare davanti a migliaia di ragazzini urlanti, perchè il mio habitat è sempre quello underground, quello del contatto intimo con un centinaio di persone che sono venute proprio per vedere me. Però il palco di Piazza Castello rappresenta il giusto premio ad un 2012 già ricco di molte soddisfazioni.

Hai dichiarato che hai iniziato a suonare per dimostrare a tuo padre che esisteva qualcos’altro oltre agli Emerson Lake and Palmer. Come hai capito che saresti diventato un cantautore?

Mio padre ascoltava sempre Pictures An Exibition, e davvero non ne potevo più! Cominciai ad imbracciare la chitarra grazie ad un maestro che veniva qualche volta a casa, non era un fenomeno. Più passava il tempo, più pensavo che avrei voluto scrivere e interpretare le mie canzoni: le sentivo troppo mie per darle ad altri, e così iniziai a girare per i locali di Torino, specialmente da Giancarlo.

Raccontaci un po’ di questo “Nostalgina”.

 E’ un disco molto intimo, diretto, semplice ma allo stesso tempo complesso perchè tratta non poche tematiche: c’è l’amore per quello che faccio innanzitutto, c’è Torino quasi in ogni canzone, c’è la rabbia per chi non crede che nei locali dei bassifondi non ci sia gente valida. E’ un disco a cui ormai sono legato per molteplici motivi: intanto perchè per me rappresenta l’esordio, ma poi anche per il fatto che da quando è uscito, sta richiamando sempre più gente ai miei concerti. Questo è un aspetto fondamentale per me: rispetto all’anno scorso vedo sempre più gente e facce nuove, e dove andiamo quasi sempre riempiamo il locale.

Nei venti minuti degli Mtv Days e all’INRIfest abbiamo visto una formazione molto più rock rispetto all’album.

 Si, una band rock che suona canzoni cantautoriali molto intime, rendendole un po’ più “arrabbiate”. All’inizio eravamo io e il bassista, poi si sono aggiunti anche gli altri componenti compreso Giovanni Maggiore che con la sua chitarra elettrica ha sicuramente impresso quella sonorità che volevo, e che sarà uno dei fili conduttori del nuovo album che uscirà ad Ottobre. Rimarrà quel lato intimo a cui sono particolarmente legato, ma ci sarà spazio anche per un rock che renderà il suono più potente e appunto arrabbiato.

In Splendidi dici: “sarebbe un sogno mantenere un figlio con il rock, avere una famiglia sana ed uno stereo, vivere in un mondo magico, con Marco Carta benzinaio e in classifica Josh Homme”. Non ti sei sentito un pesce fuor d’acqua nel far parte ad un evento a cui partecipano Emma Marrone, Marco Mengoni, e tutta la cricca dei rapper italiani?

 E’ una domanda a cui posso rispondere dicendo che la mia presenza qui è stata voluta fortemente da Mtv: oltre ai big delle classifiche, Mtv ha voluto me per offrire anche solo per venti minuti un po’ di buona musica. Non mi permetto di giudicare Emma Marrone, che non ho visto pur essendo le nostre postazioni praticamente attaccate, né di attaccare i rapper che riempiono comunque una piazza, ma una cosa posso dirla con certezza: se non avessi suonato in giro per club e locali penso che non avrei mai potuto tenere un palco del genere, anche solo per due minuti. E poi non è vero che gli Mtv Days sono solo talent e rapper: per esempio Nina Zilli è davvero una cantautrice di un’altra categoria, si vede da come tiene il palco. Per quanto riguarda la frase su Marco Carta, posso dire che non lo conosco e magari avrà fatto tanta gavetta nella sua carriera, ma quando scrissi Splendidi lui era l’emblema di un percorso che volevo a tutti i costi distinguere dal mio.

I tuoi progetti futuri?

 Appunto un nuovo album, una distribuzione più massiccia tenendo conto del periodo in cui siamo e sempre tanti concerti: la dimensione live è una cosa di cui davvero non posso fare a meno.


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Edoardo DAmato
Edoardo DAmato

Redattore. Studente di Giurisprudenza presso l'Università di Torino

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