Il Rock e l’Hip Hop ai tempi degli MTV Days
E sì, agli ultimi MTV Days abbiamo visto generazioni a confronto, ognuna rappresentante di un genere.
Al primo angolo i Litfiba, portatori dello stendardo del rock, nell’altro angolo Marracash, Ensi, Emis Killa e simili, ossia i rappresentanti del genere che sta ammaliando l’Italia, l’Europa. O forse del mondo intero?
Potrebbe essere un’esagerazione, però girando per strada e cambiando canale alla TV, trovi quasi solo ragazzi che si sfidano all’ultima rima; è questa l’ultima moda? Forse possiamo immaginare che non sia una novità. Sarebbe bello pensare che questi ragazzi si ispirino alla letteratura che stanno studiando a scuola e, pensando al Dolce stil novo, vogliano improvvisarsi come nuovi Dante e Guinizzelli, che nel ’200 si sfidavano a ritmo di parole d’amore. Insomma potrebbe non esser cambiato nulla, se non teniamo conto dello slang che elimina il linguaggio aulico, e delle dame di corte che lasciano il posto alle “14enni impazzite”.
Ai rocker potrebbe sfuggire questa somiglianza di costume, tanto che Piero Pelù, intervistato da un improvvisato Marracash alla conduzione, risponde ironicamente a diverse sue domande.
Marracash inizia l’intervista con una tipica frase di circostanza, affermando di essere il loro primo fan, e continua sottolineando di consocere tutte le loro canzoni a memoria. Qui Piero Pelù interviene, e gli chiede: “E perchè non fai rock?”. La replica di Marra è difensiva. Afferma che anche lui è un rocker, e il suo gruppo preferito di sempre sono i Pantera. Guarda l’intervista integrale.
Passando alla cronaca: nella scaletta di artisti del 29 giugno, insieme agli headliner Litfiba, c’erano anche i Club Dogo, intenti a presentare l’ultimo singolo. Tra le vie del centro, l’età media non superava la fascia scolastica. Sul palco, tutta un’altra storia. Bene gli Heike-has-the-giggles, presenti anche all’I-Day festival di Bologna del 2011; continua a confermarsi “donna dell’anno” Nina Zilli, mentre Giorgia sfodera una buona esibizione. Da rivedere Marco Mengoni, che ha offerto forse troppe cover affermate su una ripetuta chiave funky-blues. Le continue interruzioni di Ensi sono risultate monotone come la Marracam, oggetto con cui Marracash incitava le urla delle sue fans. I già citati Ghigo e Piero, le “ultime rockstars italiche”, hanno fornito un grande live che rimarrà nel ricordo dei tanti presenti. Vero nazionalista e patriottico, Piero Pelù ha decantato le opere di Prandelli in giro per l’Europa con la nazionale, parlando anche dei problemi del nostro Paese e provando a dare anche suggerimenti per uscirne (come in Grande Nazione, suo ultimo disco).
Si può affermare che i Negrita e i Litfiba abbiano rappresentato il meglio di questo festival, mentre gli MTV Days sembrano aver puntato in modo sproporzionato sull’hip-hop, tralasciando ciò che di buono ha da offrire la scena rock italiana. Rimaniamo speranzosi in una correzione di rotta che fotografi più fedelmente il gusto variegato del pubblico.












