Il ritorno del Re è vicino: intervista a Parov Stelar
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Non lo ferma più nessuno. Dopo il successo di “Coco”(2009), e l’uscita in rapida successione degli Ep “The Paris Swing Box” (2010) e “La Fete” (2011), l’austriaco Parov Stelar si è guadagnato, grazie al duro lavoro, un posto al sole nel panorama elettronico degli ultimi anni. Diverso dai colleghi di Electro-Swing in quanto a prolificità, ma allo stesso tempo estraneo allo spirito “cameratesco” ed imitativo che spesso coinvolge i produttori techno-house, l’ex dj Plasma sta raggiungendo e superando i limiti imposti dalla cultura della club music. Ciò accade sopratutto grazie al favore multilaterale di un pubblico disomogeneo, costituito perlopiù da non amanti del genere, che spingono un fenomeno di nicchia come lo swing moderno ad essere conosciuto negli ambienti più disparati.
Con l’intensificarsi delle voci sul nuovo album, anticipato dalle tre tracce di “La Fete”, abbiamo contattato il produttore di Linz per farci raccontare il suo punto di vista. Ringraziamo l’ufficio stampa per la disponibilità.
- Quand’è nata la passione di Parov Stelar per la musica? E come si è trasformata in ciò che viene chiamato “Electro Swing“?
Suonare “Electro-Swing” è stato certamente un caso, anche se ho sempre amato quei suoni gracchianti degli anni ’30. Quindici anni fa producevo canzoni techno e minimal, e quindi mi son chiesto “perche non unire le due cose?”. Anche “Get a Move On” di Mr Scruff mi ha dato grande ispirazione.
- Come definiresti la tua carriera di produttore elettronico in questi anni? Nello specifico, come riesci a gestire il tuo lavoro di produttore e manager della casa di produzione Etage Noir, in questi tempi di pirateria informatica?
Da un lato è facile diffondere la tua musica attraverso il web, ma è anche facile produrre musica, quindi tutti a casa hanno il proprio “studio”. Questo significa che dobbiamo affrontare tonnellate di produzioni, e il segreto è “come rendere visibile la mia musica?”: non è facile. La pirateria su Internet è certamente un problema, ma i veri fan degli artisti vogliono il cd o il download legale. Sono ottimista, le persone stanno cambiando idea in questo senso.
- Qual è, secondo te, il modo migliore per promuovere l’Electro-Swing fuori dalla sua nicchia? Album in studio, compilation o concerti live?
Onestamente, non lo so. Non lavoro solo in ambito Electro-Swing, ma produco tante tracce di genere diverso. Mettiamola così, mescolo stili differenti con nuove influenze.
- L’Ep “La Fete” sembra più veloce e più “discotecaro” rispetto ai tuoi lavori precedenti: può essere un’anticipazione che definisce il gusto del tuo prossimo album?
Il prossimo album sarà un doppio, come il precedente “Coco”. La prima parte è dedicata all’ascolto, la seconda è composta di brani “ballabili” in pieno stile Parov Stelar. Amo comporre canzoni per la radio, canzoni per la tua vita di ogni giorno e per coltivare le emozioni, ma di tanto in tanto ho bisogno di un esplosione che sia come il Big Bang. Allora inizio a spingere con la grancassa, e diventa questione solo di dancefloor.
- Vedi qualche giovane talento sulla scena Electro-Swing in questo momento? Chi ti piace di più?
Al momento stiamo contrattando con due artisti di talento, che dovranno entrare nella Etage Noir Recordings. Non posso dirti i nomi, ma ti assicuro che ci son certi tizi che girano per le strade…sono davvero forti!
- Senza dubbio, sei uno degli artisti più conosciuti nel tuo circuito: c’è un segreto, dietro a questo successo internazionale? E se di segreto si tratta, puoi dirci qual è?
Il mio segreto è di lavorare con onestà. Scrivere canzoni è la mia passione e il mio obiettivo. E, certamente, ti serve un bel pò di pazienza.







