Premio “Louis Braille 2012″, a Roma la grande musica in difesa del sociale

Pubblicato il 2012/08/02 da Live Report
Serata davvero speciale a Roma, presso la Sala Petrassi dell’Auditorium, dove sta per iniziare un grande spettacolo che sarà condiviso anche su Rai Uno per chi non ha avuto la fortuna di essere presente.
Sul palco, davanti all’Orchestra Sinfonica di Udmurtia diretta dal maestro Leonardo Quadrini, avremo Eugenio Finardi, Eugenio Bennato, Francesco Baccini, ed altre persone eccellenti  in tanti campi dell’arte e dell’informazione, tutte accomunate dallo stesso motivo: La XVII edizione del “Premio Louis Braille 2012″, voluto dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Un momento in cui viene premiato l’impegno in favore della dignità e del posto nella società per una categoria di persone che in tutto o in parte é priva della vista, ma non per questo deve essere privata anche dei diritti che sono elementari  per ogni paese che voglia definirsi civile.
Come ci conferma il Prof. Tommaso Daniele, Presidente Nazionale nonché anima della Unione Italiana  dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, questo 2012, che sta vedendo pesanti tagli del governo nel sociale e nella cultura, colpisce in modo particolare queste donne e questi uomini, tradizionalmente impiegati, tra le altre professioni, come centralinisti o massofisioterapisti. Parliamo di persone che stanno subendo la perdita dei posti di lavoro, soppiantati dalle tecnologie, o da nuovi corsi di studio europei. “In un anno - ribadisce il Presidente Daniele – abbiamo perso più di novant’anni di progressi. Ci sono nuove professioni in cui ė possibile formare non vedenti ed ipovedenti, ma occorre la collaborazione del Governo per non emarginare di fatto chi già lotta ogni giorno in un mondo fatto a misura di chi la vista ce l’ha”. E allora questa serata è l’occasione per chiamare sul palco alcuni volti noti come Enrica Bonaccorti, Andrea Vianello, Lorenzo Dellai, e pure Amelia Impellizzeri, scrittrice che ci commuove con i suoi racconti sull’amore dei cani guida per i loro compagni umani; ancora, la straordinaria Angelina Pimpinella, sordocieca e plurilaureata che ‘ascolta’ e ‘vede’ il mondo attraverso il linguaggio Malossi  composto sulla sua mano sinistra dalla giovane nipote e gli operatori dell’O.S.I. che ogni giorno si dedicano all’accessibilità del web anche per non vedenti ed ipovedenti.
Stasera parlano anche Carmen Lasorella, Antonio Preziosi, Umberto Broccoli che con il loro lavoro nell’informazione testimoniano quanto si può fare anche con poco per non rinunciare alla ricchezza umana e culturale che ciechi ed ipovedenti possono portare nella società.
E allora persino grandissimi artisti come Francesco Baccini, Eugenio Bennato, Eugenio Finardi, Ninni Gibboni, Antonello Rondi, Yasko e Massimo Tagliata, la stessa Grande Orchestra Sinfonica di Udmurtia diretta dal maestro Leonardo Quadrini, non me ne vogliano, passano in secondo piano di fronte a queste persone, uomini e donne non vedenti, per una volta, al centro di un grande evento. Tutti noi, artisti compresi, siamo qui per loro.
Ringrazio lo straordinario maestro Eugenio Bennato che con una disarmante semplicità mi trasmette in una chiacchierata di pochi minuti, fatta dopo il soundcheck, tutta la sua preparazione e cultura di fisico laureato alla Federico II, che la cultura peró preferisce farla con la sua chitarra, la sua musica, la sua voce. Cultura e musica che accendono un faro sulla tradizione folk della taranta, amatissima dai giovani in Italia e non. Il maestro infatti torna da un tour che lo ha visto, con la bravissima ballerina e cantante Sonia trovata tra il pubblico viaggiare per la Francia (dove ha rimpiazzato incredibilmente sul posto i preziosi tamburelli smarriti dalla compagnia aerea) e per la Corea, diffondendo un album di successo, mentre si divide tra il suo lavoro di composizione di colonne sonore ed un’attività cantautoriale che per lui, rispetto alla voce, é relativamente nuova.

Parliamo del buio in cui vivono i non vedenti e Bennato mi racconta che lui suona con gli occhi chiusi, almeno fino a quando la sua bambina Eugenia lo riporta alla realtà.

Palese la sua passione per la cultura del grande sud non più passivo e vittima, ma consapevole della sua ricchezza culturale, e quando gli chiedo che messaggio vuole dare ad OUTsiders, rivista che é nata e vive nel profondo nord a Torino, lui mi risponde che: ”100 anni fa il piemontese dalle sue parti era uno straniero che parlava una lingua quasi incomprensibile con addosso una divisa mai vista”. Oggi non é più così, e Bennato ascrive ai torinesi ed ai piemontesi il merito di aver saputo comprendere e preservare le differenze culturali che sono la ricchezza dell’Italia. “Trovate la vostra identità”, é il suo personale messaggio.
Come ogni regione, ognuno ha le sue favole e la sua musica. “Il tour?”, gli chiedo. “In corso”, conferma. In tutta italia con il nuovo album, dopo la Corea, con Primavera araba. Fuori dal provinciale, ma dentro il popolare.
Quando poi sale sul palco con la sua chitarra, Eugenio ci regala due pezzi suoi: la splendida Che il mediterraneo sia e Balla la nuova Italia, e mentre canta i versi “In vacanza a Cafon Valley preferisco le canzoni di quelli che stanno fuori’ anche io chiudo gli occhi e penso ‘Parole sante, maestro Bennato!’
Ringrazio il grande cantautore Eugenio Finardi che vedo mentre sta ultimando il check dei suoni , ma che non  riesco ad intervistare. Lo rivedo sul palco ad aprire lo spettacolo con le sue Extraterrestre e Le ragazze di Osaka. In più ci racconta che la sua presenza stasera é dedicata a sua madre, cantante lirica ipovedente ed ora cieca, ma sempre autonoma e realizzata.
Seguono il bravissimo Antonello Rondi e la sorprendente giapponese Yasko che si esibiscono con brani della tradizione partenopea.
Francesco Baccini con i suoi mitici jeans laceri, camicia bianca oversize ed il suo gilet nero siede al piano canta Luigi Tenco con  Mi sono innamorato di te e la sua Ho voglia di innamorarmi e ci emoziona davvero, anche se il premio delle belle emozioni preziose,  per una mia personalissima valutazione, stasera va a Tommaso Daniele per le sue poesie.
Tempo di Ninni Gibboni, talentoso chitarrista dei Santo California che purtroppo ci delizia con un solo brano strumentale.
Siamo in chiusura, e dopo i saluti del prof Daniele, arriva sul palco la fisarmonica straordinaria di Massimo Tagliata, giovane musicista che collabora con Biagio Antonacci, e ci regala due  brani strumentali tra cui ’tango de la noche’.
Un sondaggio sentito in radio pochi giorni fa chiedeva agli ascoltatori “Di cosa non vorreste assolutamente fare a meno nella vostra vita?’ Tutti,  ma proprio tutti,  hanno risposto che senza la vista non varrebbe la pena vivere. Tutti preferirebbero perdere l’uso di un altro senso, o degli arti, che vivere da non vedenti.  Noi sappiamo, abbiamo toccato con mano, che anche da non vedenti la vita continua. Ne danno esempio grandissimi uomini e donne che senza la vista hanno lo stesso realizzato i loro sogni e le loro opere nell’arte, musica, medicina, sociale, scienza. Sta alla civiltà di una nazione e dei normodotati rendere la vita di chi ė non vedente o ipovedente un’avventura degna di essere vissuta con la dignità umana che ė un diritto di tutti.

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Antonella Tocca
Antonella Tocca

Collaboratrice. Romana di nascita, europea per vocazione, parla quattro lingue, ha una predilezione per il progressive italiano, il metal... e la musica classica.