Zeus! – Opera

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Alekos Capelli

Zeus! Torna la premiata ditta Cavina/Mongardi (rispettivamente basso elettrico e  batteria), scoppiettante duo artefice nel 2010 di un ottimo debutto omonimo, tutto estremismo sonoro e concettuale. Figli (il)legittimi di vari terroristi sonori noise-jazz, come Justin Pearson, John Zorn, Merzbow e Mike Patton, gli Zeus mischiano senza problema stili e linguaggi, sottoboschi culturali e derive mediali, confezionando un sound tremendamente materico e tangibile, pulsante e ossessivo-compulsivo, nel suo libero sperimentare, rivisitare e decostruire, all’insegna di un sanguigno e verace spirito anarchico e iconoclasta, dalle radici tipicamente punk. Opera è una collezione di eversioni radicali, humour sagace e attitudine ludica, un vero toccasana per il corpo e la mente di quanti si abbeverano alla trasversale fonte alternative, che sia metal, rock, punk, ecc… L’incipit del disco, Lucy In The Sky With King Diamond (ennesimo titolo geniale), è molto chiaro a riguardo, con la sua entusiasmante cascata di ritmi sincopati, stop & go, infiltrazioni noise e schegge math-core impazzite. Altre perle sono sicuramente la convulsa Sick And Destroy (ospite lo stesso Pearson), la cavalcata metallica di Decomposition N° !!! e il post-doom malatissimo di Giorgio Gaslini Is Our Tom Araya (che omaggia in un colpo solo il grande jazzista italiano, gli Slayer e gli Zu). Rispetto all’esordio omonimo, arrossatissima ugola urlante in copertina, gli Zeus targati 2013 suonano decisamente più compatti, sintetici e concentrati, guadagnando molto, in termini di impatto frontale e, soprattutto, fruibilità (Bach To The Future, Blast But Not Liszt ). Il risultato finale è un’ode alla decostruzione e alla corrosione degli standard culturali, una perfetta traduzione in musica delle dinamiche spontanee, istintive e immediate proprie del cervello umano, terra incognita (per alcuni) appropriatamente raffigurata in copertina. Masterizzato nientemeno che dal guru del noise James Plotkin, Opera sintetizza brillantemente le molteplici prove e sperimentazioni raccolte in lungo e in largo da Cavina e Mongardi in questi ultimi anni (Calibro 35, Craxi, Fuzz Orchestra, Ronin, FulKanelli), dimostrandosi una fondamentale quanto avvincente esperienza d’ascolto.

(07/02/2013)

Commenta
Alekos Capelli
Alekos Capelli