Zdob si Zdub – Basta Mafia

Scheda
Rispetto al genere
5.5


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
5.5


Voto
5.7

5.7/ 10

di Davide Agazzi

Quando si pronuncia la parola Mafia, l’immaginario vola subito sul nostro Bel Paese. Pizza, mandolino ed il trittico è servito. Se si è nati in Moldavia, la parola Mafia ha tutto un altro accento. Non è quello meridionale italiano, figlio dei più grandi luoghi comuni dei nostri tempi, ma spesso parla russo ed è quello, ad esempio, che non permette di valicare il confine senza pagare le giuste tangenti. Un paese dove sembra spontaneo produrre musica di denuncia, mischiando, perché no, le tradizioni folkloristiche delle proprie tradizioni con la storia del rock e con qualche influenza hip-hop. E’ il caso degli Zdob si Zdub, vere e proprie celebrità di Chisinau, ormai acclamati da tutti gli amanti della world music con preferenze balcaniche. Ed è proprio da questi rocker dell’Est che arriva il grido di protesta, urlato con ironia sulla copertina del loro nuovo album. Basta Mafia, si legge sul cartello sorretto da un uomo nascosto da una pagnotta. Al di là delle influenze moldave, di una musica tradizionale che va trovando sempre più fortuna grazie alle continue rivisitazioni, quello degli Zdob si Zdob è punk-rock, un po’ gypsy, un po’ scanzonato, forse più leggero di quello dei Kultur Shock, certamente più elettrico di quello in salsa Gogol Bordello. Ed è proprio ascoltando la prima traccia Basta Mafia che si sente risuonare lo stile di Eugene Hutz e compagni, per poi spegnersi subito dopo l’avvento di Running, singolo d’esordio più vicino alle sonorità rock britanniche che al panorama delle brass band locali. Il settimo cd di questo gruppo moldavo alterna canzoni frizzanti, come l’emblematica Gipsy Life, la ritmata Holy Fuel (straordinaria versione moldava di Funiculì Funiculà), o So Lucky, presentata agli Eurodivision Song Contest dello scorso 2011, con altri brani meno incisivi, come il singolo Running o come GoodBye, dalle inattese venature pop. Cornamuse, trombe, chitarre e basi elettroniche si alternano per un continuo mescolarsi di generi e di idee creative. Non si sa mai bene cosa aspettarsi dagli Zdob si Zdub, che nel corso degli anni (sono attivi dal 1994) le hanno provate un po’ tutte, dai concerti con Emir Kusturica, a quelli con Rage Against Machine e Red Hot Chili Peppers. E’ un disco internazionale, registrato a Berlino e cantato in inglese, in russo e moldavo, dall’impegnativo titolo politico, ma che, al suo interno, contiene un continuo filone festaiolo. Così, in attesa del tour di presentazione, che partirà da Bucharest per terminare a Monaco, non possiamo che unirci al coro degli Zdob si Zdub e cantare: Basta Mafia!

(02/02/2012)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.

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