Yuck -Yuck

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.0


Voto
7.2

7.2/ 10

di Lorenzo Modica

Inizia ad essere retorica, però, la musica definita Indie, dopo i Kooks e gli Arctic Monkeys, inizia a tentennare, a meno che non vengano fatte delle grosse trovate.
L’album d’esordio degli Yuck, anche loro britannici e provenienti niente di meno che da Londra, ha convinto sicuramente la critica, che prontamente li ha piazzati nelle sfere alte.

L’omonimo album della band è uno dei più curati nel suo genere, sonorità affette da distortion e feedback, tanto care ai Dinosaur Jr., che rendono ogni brano trascinato da una melodia perfetta per essere un sottofondo ad una tipica serata anonima in cui il divertimento non è posto alla base.
Il primo brano, “Get Away”, e l’ultimo, “Rubber”, sono il segno tangibile del loro marchio che per adesso si è contraddistinto, ossia l’utilizzo totale di effetti su chitarra e amplificatore.

http://youtu.be/3pt2YuvrWYE

Da ricordare che questa band ha esordito quest’anno, nonostante non siano dei novellini del genere. Se qualcuno conosce i Cajun Dance Party e si chiede che fine hann fatto, la risposta è Yuck. I membri della band precedente hanno chiuso e aperto immediatamente un progetto nuovo.

Nel nuovo progetto la canzone che accende di più gli animi è decisamente “Holing Out”, ricca anch’essa di effetti tutt’altro che banali.

Non pervenuta è la canzone “Shook Down”, in cui qualsiasi band di 15enni in amore avrebbe fatto lo stesso lavoro. Sarà forse questo il limite di certe band, le quali, per la troppa frenesia di fare musica, non dedicano il giusto tempo al prodotto che andranno a confezionare?
La pecca più grande, oltre questa singola canzone, è l’omogeneità dell’album, che non mostra niente se non lo stesso continuo sentimento filo-americano di malinconia grunge, come “Georgia”e “Suck”.

Mossi dall’etichetta americana Fat Possum Records, gli Yuck ci hanno mostrato di sapere suonare bene, (di rievocare ricordi del passato), e di trovare ottime parole da abbinare ad accordi, ma quello che manca è il confezionamento di un album che smuove l’ascoltatore dal riprendere il disco, riporlo nuovamente nel lettore e farlo suonare dal principio.

(22/12/2011)

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Lorenzo Modica
Lorenzo Modica

Redattore. Scrive sul webzine OUTsiders dal 2011, frequenta la facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Studi di Torino. Appassionato di rock, indie rock, e sottogeneri. Contatti: owomoyela90@gmail.com

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