Youth Lagoon – Wondrous Bughouse

Scheda
Rispetto al genere
5.0


Rispetto alla carriera
5.0


Hype
5.0


Voto
5.0

5/ 10

di Simone Picchi

Meraviglioso manicomio”, mai titolo fu più azzeccato, oppure no? Andiamo con ordine. Trevor Powers è un giovane ragazzo dell’Idaho conosciuto al pubblico sotto il monicker Youth Lagoon con il disco di debutto The year of hibernation. Musica da cameretta, termine abusato ma in questo caso più che azzeccato. Ciò che esprime il titolo sopra citato si può descrivere in tre parole: malinconia, voci, sogno. “Figata!” Potrebbe esclamare qualcuno, magari indossando degli occhialoni nerd pur non essendo miope, vestito di merda mentre pedala una bici senza marce.

Il genere è il classico dream pop, che va tanto nell’indie odierno con ricordi vagamente pischedelici, si vagamente, perchè non basta ripetere all’infinito lo stessa tema per tutta la lunghezza della canzone per definirla carica di psichedelia. Come se non bastasse la voce risuona a mò di sentiero ultraterreno, portatrice di chissà quale messagio, non facendo altro che appesantire ancora di più delle strutture fin troppo ripetitive. Nello scorso album c’era stata qualche traccia come Afternoon che aveva dato una boccata d’aria alla palude sonora del combo, qui complice l’eccessiva durata di ogni brano (se relazionata alla ripetitività già citata), l’eccessiva sperimentazione (se non risulta costruttiva diventa fine a se stessa), non permettono di apprezzare quegli spunti interessanti che in realtà ci sono.

Trevor incarna lo spirito di un certo tipo di giovani degli anni ’10, scrive musica dalla sua cameretta, fuori dal mondo circostante che tappa le ali, ma alla fine dei giochi la domanda che sorge spontanea è: troppe idee o troppo poche? Basta poco per sporgersi da un lato o dall’altro, ed io in tutto questo mi tengo ben stretto più di qualche dubbio.

(25/03/2013)

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Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.