Young Galaxy – Ultramarine

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
7.7

7.7/ 10

di Redazione

young

Davvero un percorso articolato quello degli Young Galaxy. Dopo una prima fase della loro carriera in cui erano stati accostati a band come Slowdrive, Galaxie 500 e Luna, ma anche a Pink Floyd e Spiritualized, nel 2011 con Shapeshifting tutto sembra aver preso una piega differente con un cambio radicale di direzione musicale, tutta incentrata sull’elettronica. Questo quarto album degli Young Galaxy si apre con il synth-pop sfrenato e dolcissimo di Pretty Boy, quasi a voler confermare a tutti che questi sono i nuovi Young Galaxy. “When we were lost/we found each other/and headed sightless for the city,” canta Catherine in questo brano che va a definire lo spirito di Ultramarine. Le sonorità sono un’evoluzione del sound che la band canadese aveva già esplorato nel precedente lavoro, e che danno vita ad una serie di brani caratterizzati da atomosfere che si rifanno ai New Order e più recentemente agli M83. A differenza del suo predecessore, in cui Catherine si alternava al microfono con Stephen Ramsay, Ultramarine valorizza ancora di più la voce della cantante che si fonde con classe su basi che ricreano quasi alla perfezione gli anni 80 nei loro episodi migliori. Questo disco trasmette un ottimismo a tratti nostalgico durante tutto l’ascolto, i ritmi si alternano in maniera equilibrata al fine di ridurre quanto più possibile la sensazione di filler. Gli episodi più notevoli sono il canto corale di Fever e la dance di What We Want. Troviamo momenti più pacati con New Summer, Hard To Tell e Sleepwalk With Me, talmente ispirate e sognanti che vorresti non terminassero mai. Sleepwalk inoltre sembra provenire sorprendentemente da una sessione dei Cocteau Twins. Dopo molti anni passati a ricercare una propria identità musicale, gli Young Galaxy con il nuovo Ultramarine sembrano aver fatto proprio questo sound synth-pop che sembra quasi essere stato plasmato per il loro songwriting. Questo disco rappresenta l’apice di una lunga ricerca musicale, ma mette in luce anche la possibilità per la band di potersi sentire finalmente libera di esplorare nuove soluzioni musicali. Da sottolineare infine che l’episodio di maggior livello resta senza dubbio la già citata New Summer, scritta dal tastierista e chitarrista Matthew Shapiro.

(01/05/2013)

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