Yeasayer – Odd Blood

Scheda
Rispetto al genere
5.0


Rispetto alla carriera
4.0


Hype
5.0


Voto
4.7

4.7/ 10

di Lorenzo Modica

Dopo il successo riscontrato in All hour Cymbals i Yeasayer sono tornati al lavoro due anni dopo nel 2009 per incidere il loro secondo lavoro, ossia Odd Blood.
La premessa che farò prima di iniziare è: -dimenticate i suoni etno di questa band che nell’ album precendente ci avevano ammaliati-, ma provate ad aprire la vostra mente ad altri suoni che invertono quasi completamente la rotta intrapresa dalla band di Brooklyn.
Cambiano il batterista e vanno a Woodstock, NY, a registrare nello studio del nuovo batterista Jerry Marotta, si autoproducono ma, per lanciarsi si affidano all’etichetta Secretly Canadian. Sono sostenuti dai MGMT che se li portano nei loro tour, cosa che forse ha inciso nel cambiamento sonoro.Queste le maggiori novità che i Yeasayer apportano al loro essere.
Sonorità Pop che si avvicinano molto di più all’elettronica e con maggior vigore dell’album precedente alla psichedelia, c’è chi afferma senza troppe fonti che questo album è stato fatto dopo un’esperienza di LSD in Nuova Zelanda. Eppure per questo disco c’è stato un lavoro infinito, tra le tante persone di mixaggio che hanno lavorato c’è stato anche Steve Revitte, di professione ingengnere del suono.

Troppa fantasia e creatività, o forse questa multitudine di mani, hanno creato un prodotto che fantastica troppo e usa suoni troppo crudi anche per i loro svariati coretti. “The Children” non può essere un’apertura di un album, al massimo una base su cui lavorarci, mentre con l’utilizzo di questo effetto della voce sembra proprio di sentire Skinny Puppy in Smothered Hope, quasi anche con la stessa base.

“Ambling Alp”(n.2) sembra invertire la tendenza di Odd Blood, è un brano elaborato come il resto, ma l’amalgazione di tutti suoni è più fluida, forse troppo però tanto da troncarla all’improvviso.
I suoni duri sono esagerati anche se accostati alla voce pop di Keating, addirittura le percussioni si avvicinano agli anni ‘80, con “Madder Red”.

Non è un regredire per Yeasayer, ma è voler fare un lavoro completamente diverso.
“O.N.E.” è un misto poco accattivante che sembra passato di moda già al primo ascolto, “I remember”, seppur crea un’ottima atmosfera, è brano con una forma forse già brevettata dagli MGMT. Si direbbe che questa vicinanza è stata un pò troppo contagiosa.
“Rome” e “Love me girl” sono l’esempio concreto di un album venuto non proprio ad hoc, in queste canzoni sembra addirittura un’altra band in stile electro-Funk Afro degli anni ’90.

“Grizilda” possiamo toglierla dal resto del calderone, forse solo per riconoscenza al quel loro primo album che tanto ci aveva stupito in positivo, che però ora vediamo troppo in lontananza.

Trovi le traduzioni delle canzoni su Testi Tradotti
(20/10/2011)

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Lorenzo Modica
Lorenzo Modica

Redattore. Scrive sul webzine OUTsiders dal 2011, frequenta la facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Studi di Torino. Appassionato di rock, indie rock, e sottogeneri. Contatti: owomoyela90@gmail.com

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