Xzibit – Napalm

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.5


Voto
6.5

6.5/ 10

di Lorenzo Li Veli

Alzi la mano chi, nato nella prima metà degli anni ’90, non ha mai visto una puntata di Pimp my ride, il programma in cui macchine pronte per l’autodemolizione venivano completamente rinnovate, con quel tocco tamarro che non guasta mai. Si era vista anche una versione italiana, molto raffazzonata, con i Gemelli Diversi a tramutare motorini in bolidi ipertecnologici. Ebbene, conduttore di quel programma così orgogliosamente trash era Xzibit, rapper californiano, con una scarna carriera da attore (è apparso anche in una puntata di Csi: Miami). Il 2012 è l’anno che vede il ritorno di Xzibit come musicista, a distanza di sei anni dal deludente Full Circle.
A essere onesti, la discografia di X, non è esaltante: esclusi l’opera prima At the speed of life e Restless, il rapper di Los Angeles non ha mai brillato particolarmente, a dispetto di uno stile unico e decisamente interessante. Certo, la sua simpatia e il suo carisma lo hanno reso uno dei personaggi più amati nell’hip hop, ma le sue ultime fatiche musicali si erano tramutate in delusioni. Napalm, invece, risulta un album godibile, pur non eccelso. La carica di X è rimasta immutata, come se i sei anni passati lontano dai microfoni fossero passati in un lampo, scrostando l’inevitabile ruggine. Fin dalla track iniziale, State of Hip Hop vs. Xzibit, si scorge immediatamente l’energia che l’artista cerca di trasmettere. Curioso l’esperimento pseudo rock della traccia che dà il titolo all’album, un singolo potente che risveglia l’attenzione per il progetto. X si districa abilmente tra testi più autocelebrativi (Everything o Gangsta Gangsta) ad altri più profondi e pieni di passioni, come le autobiografiche 1983 o Meaning of life. Con dischi di diciassette tracce, però, il rischio di abusare di canzoni “riempitive” è molto alto, e anche Napalm non fa eccezione: troppi brani alla rinfusa, inseriti solo per accumulare minutaggio.
Un buon ritorno quello di Xzibit, anche se i migliori anni sono ormai, inevitabilmente, alle spalle. La vecchia guardia, però, dimostra di avere ancora qualcosa da dire.

(13/10/2012)

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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente della magistrale di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino