[REVIEW] Warpaint – Warpaint

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.0


Voto
7.0

7/ 10

di Federica Garozzo
warp

Emily, Theresa, Jenny e Stella aka Warpaint

Warpaint: dopo aver dato il nome al gruppo, essere stato il titolo di un pezzo del precedente lavoro, adesso è stato “promosso” a nome del loro ultimo album. Il quartetto tutto al femminile ha deciso di cavalcare l’onda del synth-pop che, grazie a nomi del calibro di St. Vincent, Beach house, Toy, sta rivivendo adesso il suo momento di gloria. Emily, Theresa, Jenny e Stella surfano senza però confondersi tra gli altri skaters del mare, al contrario, lasciano scie dalle forme e colori personalissimi e originali. Se nel predecessore The Fool, album che le ha consacrate alla fama, gli arrangiamenti erano variegati, adesso i brani appaiono scarnificati, tesi a svelare le capacità canore lasciate nella loro ipnotica nudità e l’elettronica è chiamata con più insistenza ad essere uno dei fili di cui la loro sottile trama musicale viene intessuta, merito del produttore Flood, noto per le collaborazioni con NIN, New Order, Depeche Mode. Le voci trasognate che ricordavamo si adornano adesso di tinte misticheggianti come se venissero propagate nell’aria da sterminate e cupe lande celtiche. Warpaint è un flusso omogeneo di atmosfere incantatrici che trova il suo picco in Love is to die, primo singolo tratto dal disco, da cui veniamo scossi solo per un momento dalla “very disco” Disco//very, non a caso piazzata a metà album, prima di rimpiombare tra i sussurri di Go in e tornare a farci cullare in un sonno conturbato e conturbante.

(29/05/2014)

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Federica Garozzo
Federica Garozzo

Responsabile di OUTsiders Catania.