[VIDEOTEQUE] Un gelato con i Blur

di Mattia Nesto

Quando esce un nuovo video dei Blur non lo si guarda mai in maniera distratta. Dai fasti anni’90 di Girls and Boys (quante volte abbiamo tentato di sentirci fighi indossando una giacca di una tuta FILA?), passando per l’epicità assoluta di Song 2 (quale maschio medio con le Nike o le Reebok ai piedi mentre giocava a Fifa 98 non si è sentito, almeno per un attimo, Gabriel Omar Batistuta o Zinedine Zidane?) sino ad arrivare alla struggente Coffee and Tv, sorta di silloge a tutti gli amori adolescenziali che non facevano tempo a fiorire che erano già morti e sepolti.

Naturale quindi che, come il nuovo album The Magic Whip (al netto di tutte le critiche buone/meno buone prodotte nell’ultimo periodo), anche il nuovissimo video Ong ong ha destato sin da subito un grande interesse. L’immaginario è quello da videogioco plataform, molto simile ai Super Mario degli esordi. Protagonista è una simpatica pallina gialla che, dopo essere stato inopinatamente separato dalla sua “bella” pallina rosa (e qui riecheggia il tema della “separazione degli amanti” utilizzato nel già citato Coffe and Tv), si ritrova a dover affrontare un lungo e periglioso viaggio, livello dopo livello, per riabbracciare l’amata. L’inizio ricalca, più o meno fedelmente, il testo della canzone. Mentre Damon Albarn canta: “I got on a boat on a hot sunny day/ To get out of this town” vediamo il giallo protagonista salire a bordo di una pagoda dalla bandiera rossa ed immergersi in un mondo, il primo livello, dai contorni tropicali e festanti. I colori, da videogioco anni’80, sono squillanti e il tono allegro della canzone ben si sposa con le peripezie del personaggio. In questo livello, una specie di giungla tropicale con un mare azzurro pieno di buffi pesci e un cielo su cui passano, incessantemente, frotte di tucani, la pallina si sposta agilmente da una piattaforma ad un’altra. Al momento del ritornello “I wanna be with you” (che poi a tutti gli effetti si può considerare la missione del viaggio) le piattaforme si illuminano con le parole stesse , un modo intelligente per andare dietro ad una moda (dura a morire e che continua almeno da tre anni) dei videoclip: ovvero quella di inserire buone parti del testo (qualora non l’intero testo) nel corso del filmato. A questo punto (e ciò avverrà anche per i successivi altri tre livelli) si arriva, come da tradizione, allo scontro finale con il “boss” di fine turno (tutti i mostri di fine livello si scorgono all’inizio, ma in versione umana). Il boss è un infido uomo mosca che viene sconfitto grazie ad un potente raggio elettrico, che assomiglia un po’ a quello di una zanzariera, sparato dalla pallina.

Gli altri livelli non si discostano troppo dal primo, se si eccettua un lieve cambiamento di sfondo (dalla giungla tropicale si passa ad un mondo di dolciumi, quasi si fosse all’interno de La Fabbrica del Cioccolato). I successivi boss che il protagonista deve affrontare sono, nell’ordine, un gigantesco uomo caramella (sconfitto grazie al cambiamento della forma della pallina, che da tonda diviene a punta, facendo scoppiare l’avversario) e un uomo scarafaggio (affrontato in una fogna che ricorda un po’ l’antro delle Ninja Turtles), battutto tirando l’immancabile leva e intrappolandolo in un barattolo di vetro. Si arriva così al livello finale in cui, neanche a farlo apposta, il boss è un cono gelato dalle dimensioni spropositate, diretto rimando alla copertina dell’album The Magic Whip. Nonostante la mole fuori dalla norma, il protagonista non si scompone troppo e con un paio di raggi solari ben assestati lo “scioglie”. A questo punto la prigione (un castello un po’ sullo stile di quelli in cui, in ogni nuovo episodio, la Principessa Peach veniva rinchiusa e costringeva Mario ad immani sfacchinate per liberala) scompare e la bella pallina rosa può finalmente riabbracciare il suo giallo cavaliere.

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Un videoclip dai toni allegri e farseschi che si configura come una sorta di hommage al mondo, per dirla con toni un po’ altisonanti, dell’intrattenimento videoludico. Nell’era dei giochi impalpabili sempre e comunque a disposizione, monta sempre di più la nostalgia per i joystick e i giochi a gettone. Una specie di “alla ricerca del tempo perduto” in salsa Nintendo o Atari per i Blur insomma.

P.S.: per tutto il video la pallina gialla, mentre salta da una piattaforma all’altra, saltella e chiude gli occhi con fare soddisfatto. È esattamente la faccia che farete mentre ascolterete il pezzo, davvero godibilissimo. In fondo i tempi cambiano e pure i cavalieri: non sono più tutti bardati dalla testa ai piedi, ma sono buffi e simpatici come una pallina color del sole che salta di qua e di là.

(05/06/2015)

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Mattia Nesto

Fa’ che la morte mia, Signor, la sia comò ‘l score de un fiume in t’el mar grando