Vallorch – Neverfade

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
6.0


Voto
6.0

6/ 10

di Alekos Capelli

I veneti Vallorch, formatisi nel 2010, sono un settetto dedito a un’ardita ma non per questo ignota mescolanza di death metal e folk, di cui questo Neverfade rappresenta l’effettivo debutto ufficiale.

Quando si tratta del connubio fra sonorità metalliche e tradizione etno-folk varia ed eventuale, non posso fare a meno di ricordare l’opinione del buon Satyr, il quale, in tempi non sospetti (primi anni ‘90), ebbe a dichiarare che la massima forza espressiva e il miglior potenziale artistico, sia del metal che del folk, si raggiungono mantenendoli puri, in quanto commistioni e contaminazioni di questo tipo saranno sempre e comunque frutto di determinati compromessi.

Alla luce di quanto è possibile ascoltare in Neverfade (e in decine di altri dischi affini, per la verità), non posso che continuare a concordare col corvino frontman dei Satyricon, perché infatti vi si ritrovano sostanzialmente inalterate le medesime soluzioni espressive tipiche del suddetto filone. Sto ovviamente parlando delle varie intro acustiche con strumenti tradizionali (suonati in massima parte da Demetrio Rampin), il binomio fra voce growl/scream e pulita (Matteo Patuelli e Leonardo Della Via), l’alternanza fra cantato maschile e femminile (Sara Tacchetto) e l’incrollabile gusto per certi ritornelli corali (qualcuno ha detto grigliata metal?).

Va dato atto ai Vallorch di non difettare necessariamente in preparazione tecnica, convinzione e professionalità, tutte caratteristiche che, nel corso di queste copiose tredici tracce, emergono più volte, intervallate però da sostanziosi momenti di stucchevole banalità metallica, intermezzi strumentali e/o narrati che lasciano il tempo che trovano, ed episodi non del tutto sviluppati, a livello di composizione e arrangiamento.

L’impressione generale è proprio quella di un lavoro con parecchie buone idee, a cui però manca ancora la fondamentale visione unitaria di fondo, indispensabile per oltrepassare da un lato la nutrita concorrenza, nazionale e non, e dall’altro i già citati (e per quanto mi riguarda enormi) limiti di genere, all’interno del quale i Vallorch possono comunque dire la loro con tutta la competenza del caso.

(20/04/2013)

Commenta
Alekos Capelli
Alekos Capelli