Umberto Maria Giardini – Ognuno di noi è un po’ anticristo

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Giampaolo De Pietro

Il suono di Umberto Maria Giardini, il suo melodico mondo che vibra e perturba, l’inevitabilità del suo canto “naturale”, elettrico, acquatico, sensibile fino al (e a partire dal) cuore, e dentro il mondo come in volo – ecco, questo sviluppo della sua vita musicale, davvero unica e aperta alle più consolidate approvazioni, accorate orecchie che si accordano al suo suono di ritorno, sempre promettente come una chiamata da e verso un altro pianeta, fino a qui a questo ep, in cui Ognuno di noi è un po’ anticristo, dunque vivo e altroché vegeto. Pieno d’ispirazione, certo, e d’incanto, che passano attraverso una precisione di stati e paesaggi, di disillusioni e “comunque-miraggi” (come ipnotici fuochi), in un campo di ascolto che migra verso tagli e confini accentuati da toni epici e le armonie moltheniane cresciute e propriamente, che poi è quel tantino follemente “felici”. Nel respiro di ogni arrangiamento concepito e dedicato, gentile e corroborante d’echi e contrasti come capitoli aperti all’intenzione di una scoperta, o una lettura, una promessa sempre mantenuta, e pure rimandata ai temperamenti delle stagioni, impreviste e imprevedibili, da provare con l’avventura del suono, la sua personalissima dimensione, e direzione già tracciata nell’album di precedente pubblicazione (2012),  La dieta dell’imperatrice (La Tempesta Dischi/Woodworm/Audioglobe).

umby

 

(19/04/2014)

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Giampaolo De Pietro