[REVIEW] Ulver e Sunn O))) – Terrestrials

Scheda
Rispetto al genere
8.5


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
9.0


Voto
8.3

8.3/ 10

di Lou M. Reichardt

SUNN-O

di Lou M. Reichardt  –  I norvegesi Ulver ed gli americani Sunn O))) sono due band che condividono un certo cult-following ed una fama di sperimentatori estremi. I percorsi musicali delle due formazioni s’erano già intrecciati in passato ma finalmente possiamo apprezzare i loro sforzi congiunti in questo monumentale LP nato in una notte di improvvisazione al Crystal Canyon studio di Oslo. L’opener “Let there be light” è un mantra che saluta il sorgere del sole: i synth corrono come il vento su ampie distese desertiche e sostengono un crescere di ottoni e archi – distanti echi primitivi – finché un sole enorme, maestoso, occupa l’intera scena nel finale, quando le percussioni ed i bassi tuonano con sonorità blues, calde e soffocanti. Per contrasto, la successiva “Western Horn” è la totale scomparsa di luce e calore. Piombiamo nel buio assoluto, nella notte tremenda, nei suoi ronzii drone, circondati da richiami elettronici e sinfonici ed una generale sensazione di angoscia e disperazione che ricorda il black metal più minimalista e gelido. A chiudere troviamo “Eternal Return”, la traccia più lunga, complessa, e l’unica a contenere vocals. Se nelle tracce precedenti abbiamo esplorato il contrasto fra luce e tenebre, e se possiamo identificare la prima traccia come più propriamente “ulveriana” e la seconda tipicamente “sun o))-iana”, in “Eternal Return” troviamo il vero momento di unione stilistica. Un gran finale meditativo, infinitamente ciclico, che rievoca anche nel testo immagini del passato come se questo mai ci avesse abbandonato: come a tracciare un disegno universale in cui ogni momento si sovrappone e si ripete, ancora ed ancora, senza fine. Ed anche noi, finita quest’ultima monumentale traccia, riprendiamo volentieri da capo l’ascolto di questa opus messianica che ci ha ormai catturati nel suo vortice e ci trascina inesorabilmente in un luogo fuori dal tempo.

(25/09/2014)

Commenta
Lou M. Reichardt
Lou M. Reichardt

Uno che scrive. Dal 2008 qualcuno mi legge anche.