Ulvedharr – Swords Of Midgard

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.5


Voto
6.5

6.5/ 10

di Alekos Capelli

I bergamaschi Ulvedharr sono un agguerrito combo viking metal, che con Swords Of Midgard ci propone un lotto di nove canzoni ovviamente epiche e battagliere, ma anche ricche di tradizione metallica. Nel caso specifico il background di riferimento del gruppo di Clusone sta nel thrash anni ’80 e nel death svedese (Stockholm sound), entrambi generi che, al pari dell’attitudine dei nostri, non perdono tempo in chiacchiere e vanno subito al sodo.

Lasciata rapidamente alle spalle l’Intro di rito, Swords Of Midgard si rivela infatti essere un’incessante sequenza di riff da manuale (Fhredreyk), carichi di groove e dal sicuro impatto frontale, territorio ideale per le scorrerie vocali di Ark Nattlig Ulv (anche coi Bloodspell), interprete dalle timbriche quasi cavaleriane, adatte ai sanguinosi resoconti di guerra qui contenuti (Lindisfarne, War Is In The Eyes of Berseker), che fanno il paio con tematiche più squisitamente mitologiche e/o folk, come Odinn Father Never Die, Beowulf & Grendel e Ymir Song.

Richiami a realtà come Amon Amarth, Unleashed e anche l’era vichinga dei Bathory sono fin troppo ovvi (cfr. copertina), ma gli Ulvedharr sono ancora ben lungi dal raggiungere simili vertici di intensità e significatività, limitandosi, al momento presente, a un più modesto ruolo di interpreti della tradizione norrena, sia folklorica che musicale, senza alcuna infamia e senza eccessiva lode, attestandosi come un buon album di genere, realizzato con professionalità (via Moonlight Records) e interpretato con la giusta convinzione che il filone viking richiede come fondamentale requisito d’accesso.

(15/03/2013)

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Alekos Capelli
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