Ufomammut – Oro: Opus Alter

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Alekos Capelli

Li avevamo lasciati in primavera, con la pubblicazione di Oro: Opus Primum. Adesso, alle soglie dell’autunno, gli Ufomammut tornano, per completare il progetto Oro col secondo capitolo: Opus Alter. Il power-trio piemontese (distribuito su scala globale dalla prestigiosa Neurot Recordings) continua esattamente da dove Mindomine (ultima traccia del precedente lavoro) terminava, ovvero in quel vasto e vago territorio astrale, popolato dal pulsare della batteria di Vita, dagli echi profondi del basso di urlo e dalle chitarre dense e ipnotiche di Poia. L’attuale ricetta firmata Ufomammut si basa su due parole chiave: semplificazione e densità. Nel corso degli anni, infatti, le strutture dei loro brani si sono fatte progressivamente (è proprio il caso di dirlo) più minimali, in un percorso di purificazione ed essenzialità che procede di comune accordo con la pesantezza e la profondità del sound, vicino tanto al doom/sludge quanto al kraut-rock più sperimentale, ma altrettanto chiaramente debitore della lezione pinkfloydiana. Fondamentalmente avulsi dalle logiche commerciali e alla musica “di consumo”, i tre cosmonauti piemontesi mantengono saldo il timone della loro identità stilistica, dissonante e trascinante, ripetitiva e dannatamente groovy. Come sempre pieni di inventiva anche nell’intitolazione dei loro brani, gli Ufomammut appaiono freschi e più immediati del solito, come dimostrano le trame granitiche ma essenziali di Oroborus, o Deityrant. Chi invece predilige la loro anima più oscura e noisy, sarà soddisfatto dai viaggi kubrickiani di Luxon e Sulphurdew, inquietanti meditazioni metalliche, perfettamente in linea con l’etica e l’estetica post-core. Il doppio progetto Oro, da valutarsi necessariamente nel suo complesso, come somma delle sue due parti, si attesta quindi come un’operazione artistica completa e compiuta, dotata di uno svolgimento che evoca una sensazione di (trans)mutazione interiore ed esplorazione oltremondana, un intruglio alieno e pachidermico, l’esatta traduzione dello spirito degli Ufomammut, mai così diretti, concisi e coerenti verso la loro stessa essenza.

(17/09/2012)

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Alekos Capelli
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