TwoFingerz – Mouse Music

Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
7.0


Voto
6.7

6.7/ 10

di Paolo Angeletti

Lanciati da Dargen D’Amico e partiti alla grande con l’album d’esordio Figli del caos, i TwoFingerz hanno raggiunto rapidamente il successo grazie a un azzeccato connubio tra sonorità innovative e tematiche fresche e interessanti, condizione che ha permesso loro di allargare il proprio pubblico senza perdere i fan underground.

Tuttavia, dopo un primo periodo in cui il gruppo univa piacevolmente rap, elettronica e dance, si sono contate una consistente quantità di produzioni che di fresco e interessante avevano solo qualche gioco di parole di Dan-T e talvolta nemmeno quello, soffocate dall’abuso della disco-dance e dal valore rasente lo zero dei contenuti.
Di fatto nessuna di queste produzioni è stata però legata al progetto di un album ufficiale, restando solo episodici video su Youtube dettati, a quanto dice il gruppo, dal puro divertimento;
Per questo motivo ci si approccia a Mouse Music con un misto di speranze e timori che lasciano aperte diverse porte a un lavoro che comunque incuriosisce.

Il disco si apre subito con la title track, dove metà degli intenti musicali del gruppo vengono anticipati, “avvertendo” l’ascoltatore, tema che ritornerà in Non capisco cosa vuoi, con i feat, niente meno, di J Ax e Max Pezzali.
L’idea è quella di una musica non vincolata ai dogmi del rap, libera nella sua espressione e che esprima quanto passi per la testa dell’autore, che siano argomenti leggerissimi o riflessioni introspettive.

Una forte componente “disco” caratterizza buona parte dell’album, in linea con le ultime scelte musicali del duo, tuttavia, forse inaspettatamente, questo non inficia particolarmente la qualità dei pezzi e si discosta di molto dalle ultime, discutibili, uscite. Infatti, escluse le davvero dubbie Donne Pazze, forse il pezzo peggiore del disco e Free love free drink, il resto del nuovo lavoro firmato TwoFingerz si rivela molto meglio di quanto si potesse temere.
Punte di qualità in Come le vie a NY e Burattino dimostrano come Dan-T sappia davvero confezionare non buona, ma ottima musica, specie quando si dà allo storytelling e, allo stesso modo, ma in un’atmosfera diametralmente opposta, risultano buoni lavori anche Capra (con una fortunata partecipazione di Caparezza) e La lingua dell’amore, collocati però nel solco delle “canzoni divertenti” dei TwoFingerz, come fu, ad esempio, Puttana, senza invece, fortunatamente, scadere mai nella bassezza di Bosco.
Anche gli altri pezzi, tra alti e bassi, non scadono e spunti interessanti emergono qua e là, da ET a Barlamento, misti a qualche sprazzo più banale.

Terminato l’ascolto si resta comunque soddisfatti, sorvolando su un paio di buchi neri, la verve comica e la facilità al gioco di parole di Dan-T non si è esaurita e le canzoni per l’estate sono state limitate a quello che sembra essere il minimo sindacale; la compononete dance non risulta fastidiosa quanto temuto e pochi appunti sulla contaminazione si possono fare ai TwoFingerz, che ne fanno da sempre un loro cavallo di battaglia, con risultati altalenanti.
Molto meglio del previsto.

(06/06/2012)

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Paolo Angeletti
Paolo Angeletti

Redattore. Studente di Sociologia all'università di Torino. Si occupa prevalentemente di cantautori italiani, folk e rap italiano. Contatti: paoloangeletti@outsidersmusica.it