Two Fingerz – V

Scheda
Rispetto al genere
4.0


Rispetto alla carriera
5.0


Hype
4.0


Voto
4.3

4.3/ 10

di Redazione

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di Oreste Vinelli – Finalmente giustizia è fatta: i TwoFingerz debuttano con V direttamente al primo posto della classifica FIMI. Era sempre parso strano e ingiusto, infatti, che altri artisti avessero successo sfruttando una formula introdotta dai TwoFingerz nel rap italiano (Fedez where you at?): questo “dance rap”  che da pochi anni spopola nelle radio italiane e che il duo milanese aveva già sperimentato nel lontano 2009. Peccato, però, che questo riconoscimento arrivi con il loro album peggiore. Eh sì, perché V è veramente poca roba, peggio persino del tanto vituperato Mouse Music. Se nel precendente disco, infatti, erano presenti alcune piccole gemme (Burattino e Come le strade a New York), in V il livello rasenta lo zero assoluto. E, conoscendo la capacità alle macchine di Roofio e la vena lirica di Danti, è un vero peccato. Nessuna base degna di nota, strofe banali e prive di verve.  Insomma, un disastro sotto ogni punto di vista. Lo stesso Danti sembra essere entrato in un loop infinito di punchline da inserire a forza in ogni verso, rendendo l’ascolto pesante e faticoso. Da dimenticare La cassa dritta il singolo di punta con Fedez (toh guarda!), Ciao è una stucchevole canzoncina senza pretese che fallisce l’impresa di ripercorrere Burattino, 1+1=3 ha una bella idea di fondo, rovinata da un ritornello preso in prestito al Mago Zurlì e allo Zecchino d’oro. La migliore risulta Ridere di me, omaggio al Vasco nazionale, mentre tutte le altre oscillano tra l’anonimo e il brutto (Sabato notte è forse la loro peggiore performance di sempre). Inutile ricercare i fasti di Figli del caos o Il disco finto: quei TwoFingerz, per loro stessa ammissione, non esistono più, si sono evoluti alla ricerca di suoni nuovi e diversi. Peccato, però, che gli ultimi risultati non rispettino le aspettative dovute alle loro innegabili capacità. In sintesi, V è un disco che piacerà quasi esclusivamente allo zoccolo duro abituato a queste sonorità, tutti gli altri rimarranno indubbiamente delusi.

(21/02/2014)

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