[REVIEW] …A toys orchestra – Butterfly effect

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.0


Voto
7.0

7/ 10

di Sara Tirrito

a-toys-orchestra-concerti-butterfly-effect-tour-2014-2015
Quando sei “fatto per invecchiare” hai solo due possibilità: farlo bene o lasciarti prendere dai rimpianti. A giudicare dalla loro carriera, gli …A toys orchestra hanno scelto la prima opzione. Il loro settimo album Butterfly effect – prodotto da Urtovox/Ala Bianca – non si è fatto davvero mancare nulla. Per la sua realizzazione il quartetto ha collaborato con Julian Barret (piano,sintetizzatore, chitarra, basso) che completerà la formazione anche in tour. Il disco è stato registrato al Von-Tox Recording Studio di Berlino sotto la supervisione artistica di Jeremy Glover, una rarità nel panorama discografico della band, che aveva finora autoprodotto praticamente tutto fuorché Technicolor Dreams (produzione artistica di Dustin O’Hallaran). La differenza si nota? Difficile a dirsi. La migliore virtù del gruppo è la capacità di non ripetersi. Non si può tuttavia non parlare di crescita e labor limae. Per una band che ha sempre fatto leva sulla dolcezza del pianoforte o l’aggressività della chitarra, la reale novità del disco è un massiccio uso di sintetizzatori – specie in brani come Mirrorball o Take my place. Le 11 tracce sembrano unite da una considerazione di fondo: “Homo faber fortunae suae… salvo imprevisti”. Il titolo del disco manifesta l’impossibilità di governare gli eventi, ma si coglie un invito a “sorprendersi” delle circostanze imprevistegraficamente reso con l’esplosione di colori della copertina dell’album. L’acme concettuale del lavoro si raggiunge con Quiver “I wanna know the way you’ve learned to walk alone the day you decided to go”.  All’incirca un anno fa, poco prima di partire per Berlino, Enzo Moretto diceva che “Ci sono album che vanno dal dentro verso fuori ed altri da fuori verso dentro”:Butterfly effect mostra un netto movimento verso l’esterno e non solo perché registrato oltre i confini nazionali, ma perché  continua e rinnova un percorso in cui ogni passo è stato accuratamente scelto per andare il più lontano possibile senza mai smarrirsi. Cercando nel “nuovo” un pretesto per arricchirsi.

(01/11/2014)

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Sara Tirrito
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