Tom Odell – Long Way Down

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
7.7

7.7/ 10

di Max Sannella

Giovani ed imperterriti nuovi cantautori emergono dalle scene sempiternamente nebbiose di Terra d’Albione, ed emergono non più con la titubanza delle guance rosse dei timidoni di una volta, oggi arrivano già famosi attraverso le canalizzazioni intrecciate del web e sono già piccoli nomi di rispetto; è il caso del biondino Tom Odell, faccia pulita e sul “groppone” quasi un milione di preferenze FB, ama suonare il pianoforte ed è già un bestseller in palinsesti radio e – udite udite – aprirà ad agosto il concerto degli Stones in quel di Hyde Park, e dunque cosa si vuole di più?
“Long Way Down” è il suo disco, fresco ed emozionante come un sole appena uscito dal sonno, dieci tracce romantiche e perseveranti di giovane passione, la sua non è la classica corsa contro il tempo, di bruciare tutto in una volta, ma un romanticismo vero e pratico, che si accompagna ad una fragilità ed una intensità da applauso in cui vorticano sapori di Parachutes, Damien Rice “Supposed to be”, Ben Fold “Hold me” e l’anima sofferta di un Jeff Buckley “Can’t pretend” , “Grow old with me”, un disco che tra malinconie compresse e sprizzi di ottimismo vola alto e si fa sentire fin dentro le viscere, se ascoltato in silenzio e magari nel centro di una luce fioca, o assente del tutto.
Un artista che da noi arriva inaspettato e quindi ancor più gradito, una voce amalgamata e una struttura sonora di rispetto, percussivo di pathos e dolciastro di tenuta, pop, soul, e briglie sciolte brit che si raccolgono ovunque nella tracklist e che fanno una panoramica affascinante e fedele all’iconografia musicale inglese last minute; e la storia cantautorale inglese con Odell si perpetua, si arriva, ci si presenta e si va subito nelle simpatie di massa, e lui, il biondino dalla faccia innocente è come se arrivasse a ripulire la musica pop dalle contaminazioni degli ultimi anni e riportarla intonsa, senza macchia e senza screziature, forse è troppo ambizioso, ma tra il lusco ed il brusco questo giovane artista non solo momentaneamente ci riesce, ma addirittura ci sguazza piacevolmente.

(27/06/2013)

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Max Sannella
Max Sannella

Redattore.Parolaio e giornalista da 20 anni, tra note e distorsori, con l'Umbria come terra e la musica come amante.