Tobacco e gli effetti allucinogeni delle tape machines

di Serena Gramaglia

Thomas Fec, già frontman dei Black Moth Super Rainbows, torna in pista sotto il monicker TOBACCO con la macedonia psichedelica di “Ultima II Massage”.

Quasi tutto quel che ho fatto con i BMSR è stato fatto per essere pop. E molti dicono che i BMSR stiano confinando con i beat hip-hop. Quindi, col progetto Tobacco, ho voluto abbracciare miei beat, e diventare più dark, più raffinato in generale. Voglio farti sentire paranoico in modo buono. C’è qualcosa di seriamente fuori di testa negli esercizi su nastro della metà degli anni ’80. Mi fanno stare malissimo, ma allo stesso tempo mi fanno sentire bene e mi incuriosiscono. Con questa roba di Tobacco, sto cercando di tradurre quella sensazione

E fin qua. La cosa interessante è che, nell’era della digitalizzazione compulsiva ed estatica, nella quale la tecnologia (e l’elettronica) penetra sempre più a fondo nella musica contemporanea, Tobacco compone ancora musica usando prevalentemente strumenti analogici, dai sintetizzatori alle tape machines. Sarà anche “vintagismo hipster”, ma il sound che ne esce piace assai. Ascoltare “Ultima II Massage”, coi suoi testi (ove ce ne sono) con una buona dose di oscenità, voci affogate nel vocoder, synth-pop psichedelico e chitarre distorte, è come strafarsi di acidi e cadere in un vorticoso trip, in una macedonia estraniante a base di paranoia e disagio. In una scena-tipo di Trainspotting insomma. Da questo caleidoscopio di colori saturati, forme e suoni, emergono volti di mostri inquietanti e veniamo trascinati in un mondo distorto e strano – a tal proposito, raccomando la visione di alcuni suoi videoclip, ad esempio quello del chiassoso singolo “Streaker”, sorta di horror allucinato. Tornando al disco, si avverte una maggiore uniformità interna rispetto ai due lavori che lo precedono, e in particolare rispetto a “Maniac Meat” del 2010, del quale ricordiamo però con nostalgia il featuring con Beck. Spiccano in ogni caso piatti forti come la robotica “Eruption”, “Lipstick Destroyer” o la quasi ballabile “Blow your Heart”. Forse indigesto, alla lunga, ma chi sa resistere al junk-floor?

(11/12/2014)

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