Titus Andronicus – Local Business

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
7.0


Voto
6.8

6.8/ 10

di Valerio Modica

Dopo il successone di The Monitor, i Titus Andronicus tornano con Local Business, il loro terzo album. La band di Glen Rock torna con dei sostanziali cambiamenti nella sua formazione, infatti della line- up originaria rimangono solo il frontman Stickles e il batterista Eric Harm. I nuovi arrivati sono i chitarristi Adam Reich e Liam Betson nonché il bassista Jhon Veronesi.
Nelle dieci tracks del disco viene meno il sound corposo che avevano ricreato in The Monitor, spariscono i violini, le trombe e i tromboni, per lasciare spazio all ‘ essenzialità delle chitarre elettriche.
Local Business non è un concept album come The Monitor, ma è pur sempre ambizioso e punta come al solito molto sui testi (non è da tutti scrivere un intero album sulla guerra di secessione), infatti l’ ecclettico Patrick Stickles si dimostra un autore sempre molto onesto, evocativo e piuttosto spiritoso. I testi di quest’ album sono in assoluto tra i più forti dei Titus Andronicus: se nel lavoro precedente Stickles cantava la miseria e l’inutilità della vita attraverso le avventure di una guerra, ora lo fa menzionando la quotidianità, attraverso una considerazione autoironica di se stesso.
Musicalmente l’ album è molto bello, irregolare e ispirato; spiccano brani come In A Big City forse il punto più alto di questo Local Business, decisamente folk, rispetto all’ impronta più indie-punk del resto del disco.
Local Business sembra essere diviso in due tronconi, La gioia e la disperazione appunto; infatti nelle prime cinque tracks il sound è più grezzo e tirato con ritmi punk-boogie-woogie tipo Still Life with Hot Deuce and Silver Platter, Fight Food o la simpatica My Eating Disorder, un lunghissimo brano con un finale dalle mille sfumature, dove Stickles ci racconta il suo particolare rapporto con l’ alimentazione selettiva. Nei pezzi successivi ritorna prepotentemente la loro vena folk, più lenta e pacata.
I Titus Andronicus danno voce a quel buco profondo che c’è dentro ognuno di noi, a quella consapevolezza che non usciremo mai vivi di qui, e lo fanno con grinta e vivacità.

(25/10/2012)

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Valerio Modica
Valerio Modica

Studente di cinema al DAMS di Torino,appassionato di musica suona sia il basso che la tastiera.