Tindersticks – The something rain

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
8.0


Voto
7.7

7.7/ 10

di Giorgio Albano

Il gruppo inglese, con questo lavoro, raggiunge l’invidiabile vetta dei nove album in studio. Era la metà degli anni novanta e il gruppo capitanato da  Stuart Staples esordiva con un album omonimo che riscosse un discreto successo. Da allora i Tindersticks hanno continuato a produrre ottima musica . Questo nuovo lavoro si collega perfettamente con il passato della band. Questo legame è facilmente percepibile dalla scelta della prima traccia: “Chocolate”  è un sequel di una canzone presente nel secondo album della band “My sister” presente in Tindersticks II .

Il pezzo si caratterizza da una lunga parte di parlato accompagnata da un sottofondo delicato e vagamente cupo. Tutto il disco seguirà poi questo incipit e il clima che riesce a creare. Le tracce oltre a questa sono otto, ma la durata del disco non è affatto ridotta a causa della lunga (forse troppo) durata di alcuni pezzi. Come spesso è capitato per i lavori della band anche questo disco viene prodotto e pubblicizzato da diverse case discografiche a seconda dei paesi, lasciando la Gran bretagna sotto la Lucky Dog, casa discografica di proprietà della band stessa. Il sound si caratterizza da un uso piuttosto smodato di trombe, presenti in quasi tutte le canzoni, e rimandi più o meno lontani nel tempo trai quali  David Bowie o  Deamon Albarn. In alcune canzoni tipo “Come inside” la voce di Stuart è davvero identica a quella di Deamon. Oltre a questo nel sound sono bandite chitarre elettriche ed elettronica. Una nota di soul e luonge ,portata soprattutto da trombe, violini e dal suono delle batterie, si mischia al pop e all’ indie inglese in modo molto equilibrato.

Unica vera pecca del cd, sicuramente voluta, e la tendenza e voler essere troppo un “disco di sottofondo”. Tutte le tracce rilassano e piacciono se ascoltate ma tendono più ad accompagnarti nelle altre cose che stai facendo che ad essere protagoniste del momento. Sicuramente un gruppo con le capacità dei Tindersticks avrebbe potuto fare con ottimi risultati anche lavori che si impongono di più. In questo modo il disco risulta in sé molto delicato ma un po’ scarico e dispersivo. Come detto prima,comunque, questa è  una scelta del gruppo e come tale va rispettata. Il disco risulta ottimo come sottofondo musicale. Se mi permettete una digressione in un campo che non mi compete trovo la copertina dell’album davvero bella, anche perché si accorda bene con il sound e l’atmosfera del disco. Questa è “Slipping’Shoes“, quinta e probabilmente miglior traccia del disco.

(18/02/2012)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.