[REVIEW] The War on Drugs – Lost In the Dream

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
9.0


Hype
8.5


Voto
8.5

8.5/ 10

di Simone Picchi
20111209TheWarOnDrugsPhotoBySamanthaWest

La combo psichedelica dell’anno?

Attivi da quasi dieci anni, The War on Drugs tornano con il terzo lavoro in studio dopo due album nella quale il vecchio ed il nuovo si incontravano ma l’originalità e le idee non erano state espresse completamente. Trascinata dal mood di inizio millennio, la band americana ripropone temi sentiti più e più volte per spogliarli fino all’essenza e per combinarli con suoni meno datati, evitando la scopiazzatura di maniera.
L’opener Under the Pressure ci fa capire sin da subito la strada maestra che verrà intrapresa: minutaggio elevato e arrangiamenti onirici elaborati in una struttura di base elementare. A stupire è il buon numero di influenze presenti nonostante la base eterogenea. Sono presenti gli anni ottanta in salsa new wave in An Ocean In Between The Waves e Disappearing, il suo revival odierno in Red Eyes e Burning e tracce di un Tom Petty/Bod Dylan elaborato in Eyes to the Wind e nella conclusiva In Reverse. L’ascoltatore che viene trascinato in una coltre psichedelica sognante senza cali di tensione. La voce di Adam Granduciel non perde mai la bussola in passaggi a vuoto, anzi ne impreziosisce le trame delicate in un’ideale danza bucolica. Questa volta i War on drugs fanno centro: nessun dettaglio lasciato al caso in un disco che convince pienamente ed innalza lo status della band, attesa al prossimo giro di boa per la consacrazione definitiva.

(02/05/2014)

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Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.