The Temper Trap – The Temper Trap

Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
5.5


Hype
6.0


Voto
6.0

6/ 10

di Federico Norcia

Era l’ormai lontano 2008 quando i Temper Trap, band synth pop australiana di Melbourne, si facevano conoscere con la pubblicazione del loro primo lavoro, “Conditions”.  Grazie al singolo estratto,  “Sweet Disposition” , hanno scalato le classifiche di tutto il mondo.
In questi casi però si sa, il vero esame di maturità non è il primo album, quello che ti ha lanciato, ma il secondo, quello della definitiva consacrazione.
Dougy Mandagi e compagni affermano di “aver faticato molto per scrivere i brani del nuovo disco” e si vede eccome.
Le atmosfere del nuovo “The Temper Trap” sono quelle di sempre. Il disco non si può catalogare con un singolo genere ma è una miscela tra indie rock, synth pop e new wave ,e in generale suona leggero, semplice e spensierato.
Il vero problema di questo lavoro è che il precedente (che rasenta la perfezione) pesa come un macigno sulle teste della band australiana, che tenta in ogni modo di superare, o quanto meno raggiungere, sé stessa.
Il risultato sono brani come “Need Your Love” (ottima apertura del disco tra l’altro), “Trembling Hands” e “Miracle” che non arrivano però ai livelli di “Love Lost” e “Fader”, figurarsi a quelli di “Sweet Disposition”.
Pezzi come “Never Again” e “The Sea is Calling” denotano influenze in stile U2 e Kings of Leon e l’album si chide con “Leaving the Heartbreak Hotel” ,ottimo pezzo in cui la band miscela sapientemente suoni prettamente elettronici e classici e che rappresenta un pò il sunto di tutto l’album.
Ciò che lascia l’amaro in bocca di questo nuovo lavoro dei Temper Trap è che non si percepisca quell’ ondata di innovazioni che c’è stata con “Conditions”. I suoni sono sempre gli stessi, le sensazioni anche. Mancano però le hit da numero 1 in classifica, quelle che avrebbero portato la band di Dougy Mandagi & Co verso la definitiva consacrazione.

(15/06/2012)

Commenta
Federico Norcia
Federico Norcia