The Stone Foxes – Small Fires

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.3

7.3/ 10

di Lorenzo Modica

Hanno mostrato di avere coraggio e di sapere attirare l’attenzione su di loro, ma sapranno reggere la tensione e darsi da fare per ricreare un album degno di questo? Potrà essere precipitoso guardare così in avanti, dato che hanno appena pubblicato il loro terzo disco, eppure sono loro che si sono andati a cercare ‘rogne’ pubblicandone uno, di tutto rispetto, che è quello di cui vi stiamo parlando.
Le dieci forti tracce dell’album mescolano l’energia grezza dei loro spettacoli dal vivo, fondamentali a creare ciò che sono ora, ed inoltre una produzione sofisticata e un ‘gancio’ carico di songwriting che attira l’ascoltatore con il suo approccio vellutato, ma allo stesso tempo, d’impatto. Il suono è un mix di The Stones, Iggy Pop e Jack White, abilmente prodotto dalla band e dall’ingegnere del suono Doug Boehm, uno che chiamano Kaleidoscopic Wonderland: l’uomo del retrò e del moderno.
L’album prende il via con il blues tango proveniente da un racconto di Poe, Everybody Knows. Il primo singolo, e anche video, arriva dal grintoso fuzzed fino ad un’arpa e voce di Shannon Koehler, cofondatore della band con il fratello chitarrista Spence Older e il bassista Aaron Mort alla San Francisco State.
Sottolineiamo il brano Cotto, un’ode soul ad un pugile in cui si evidenziano le doti fondamentali dell’atleta: dalla sua tranquillità nelle situazioni forti e dinamiche sino alla rabbia sobria. Due ossimori che secondo gli Stone Foxes rendono grande un pugile. Notevoli le  scanalature slinky di Talk to Louise  e il brano Good Night Moon, il quale anche se forse troppo cantautoriale rispetto al resto, si distingue per l’ottimo uso della voce .
Per Small Fires vi è un’aggiunta all’interno della band, ossia quella del tastierista Elliott Peltzman, il quale ha reso un ottimo servizio alle sonorità di questo album, aggiungendo ulteriori strati di melodie e di potere al loro già formidabile approccio musicale. E’ subito di esempio Battles, Blades & Bones in cui si esplora un nuovo territorio, un cupo piano-driven che condanna le realtà della guerra nella società contemporanea.
Gli  Stones Foxes mostrano la loro profondità e la loro maturità, che prima d’ora, neanche loro avevano saputo esplorare.

(07/03/2013)

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Lorenzo Modica
Lorenzo Modica

Redattore. Scrive sul webzine OUTsiders dal 2011, frequenta la facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Studi di Torino. Appassionato di rock, indie rock, e sottogeneri. Contatti: owomoyela90@gmail.com