The Soul Sailor & The Fuckers – The Effects of Gettin’ Wilder and Wilder

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.3

7.3/ 10

di Marco Favaro

Simon Francesco Di Rupo è The SOUL SAILOR.  Franz Mara, Magic Toad, Edward Roger, Paul “pussyasshole” Codd e Manu sono The Fuckers. L’anima e il corpo, se vogliamo. Il sublime e il suo rovesciamento. Necessari entrambi a dar vita a The Effects of Gettin’ Wilder and Wilder, album prodotto da Urban Rec, uscito a fine 2012. The SOUL SAILOR conosce bene il mare del rock’n’roll, rotte di navigazione e maree, e the Fuckers si rivelano validissimi compagni di attraversata: la confidenza con il materiale trattato e con gli strumenti sono evidenti ad ogni virata della band. In The Effects of Gettin’ Wilder and Wilder si accumula molto di ciò che le onde del 1966-67 hanno lasciato sulla spiaggia: il rock’n’ roll consapevole di sé innanzitutto, ma anche funk, blues tiratissimo e folk.  C’è tanta attitudine psichedelica tipica dei sixties, poco dei suoni a cui ci ha abituati la psichedelia odierna; una viscerale spinta al movimento percorre l’intero lavoro, mettendo a dura prova (e meno male!) l’ascolto da seduti. L’iniziale Seeing the world with Robert Redford’s eyes attacca con una chitarra acustica a là Black Rebel Motorcycle Clubper poi tramutarsi in una tirata rock da frontiera western.  Wop Bop A Loo Bop A Lop Bam Boom sembra suonata da inediti Simon & Garfunkel inarrestabili, con sprazzi beatlesiani a pennello. Poi Song For The Enemy, dylaniana fino al midollo, e la saltellante In the game of loving. The Silence of ages è il cardine dell’album: melodia trascinante, struttura ben ragionata, il brano che più sfocia nella psichedelia aperta.  SoulSong#1 tende più che può all’essere “nera”, si ferma un attimo prima per insuperabile distanza genetica; poi il brano che dà nome all’album, rock’n’ roll allo stato naturale. La tripletta finale (You Gotta Let Me Know It, Babe /When I Miss My Belle/ Robert Redford’s Reprise) costituisce la chiusura dolce dell’album, rinvigorita un attimo prima della fine con la Reprise. C’è da perdersi nella stratificazione di The Effects of Gettin’ Wilder and Wilder; a tratti i materiali sono anche troppi, e la sovrabbondanza di idee disorienta un po’, ma a disco concluso rimane in bocca un sapore stuzzicante e impulsi vibrazionali diffusi. Uno dei tratti migliori è l’efficacia con cui la band riesce a trasmettere il proprio divertimento all’ascoltatore, caratteristica  cardine del rock’n’ roll. E quello, The Effects of Gettin’ Wilder and Wilder lo conferma , SOUL SAILOR & the Fuckers sanno perfettamente cosa sia.

(15/01/2013)

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Marco Favaro
Marco Favaro

Collaboratore. Cantante e chitarrista nei Dieci Piccoli Indiani.