The Smashing Pumpkins – Oceania

Scheda
Rispetto al genere
6.9


Rispetto alla carriera
7.2


Hype
7.3


Voto
7.1

7.1/ 10

di Lorenzo Modica

Movimentati, tormentati, diversi e underground. La storia degli Smashing Pumpkins è sempre stata difficile e complessa, dalla droga di Chamberlain alla voglia di fare l’attrice di D’Arcy, passando dall’astio con il co-fondatore James Iha e soprattutto dalla sconfinata irriverenza e superba genialità di Billy Corgan, che nonostante tutto ha sempre continuato.
Sono ri-tornati e sempre diversi, se qualcuno della vecchia band torna, va via un altro e così via. Ora dopo le audizioni del 2010/2011 su Internet, Corgan ha trovato un batterista, Mike Byrne, così come ha trovato bassista e tastierista.
Interessante come niente accada per caso. Vi ricordate il loro famosissimo album Siamese Dream e la sua copertina? Una di quelle due bambine fotografate è l’attuale bassista della band: Nicole Fiorentino. Incredibile, eppure è davvero lei.
Questa è la nuova formazione della band che nonostante le intemperie riesce a risorgere e crea un ottimo album che ricalca Siamese Dream e Machine II.
La partenza del disco dà la carica, Quasar insieme a Panopticon, e un po’ meno Violet Rays, sono brani hard rock, soprattutto per una batteria davvero lodevole legata a delle chitarre con una melodia trascinante, ma allo stesso tempo graffiante.
Come per ristabilire un equilibrio Corgan e band suonano i brani seguenti cambiando genere, riuscendo a controllare quella rabbia che nella loro carriera hanno fatto esplodere sempre con il contagocce.
My love is winter, brano ricco di suoni di tastiere è decisamente più pop, nel senso buono del termine. Un genere a cui Corgan, data l’affinità della sua voce con queste tonalità, ha sempre sorriso, nonostante le incertezze dei suoi fans.
Corgan ha affermato che questo album per i Pumpkins è stato il lavoro più duro dopo Mellon Collie. Oceania ha buone possibilità di entrare a far parte di un’ipotetica classifica dei 5 migliori dischi della band.
I brani più difficili da interpretare rimangono Pinwheels e Oceania, che sembrerebbero racchiudere più canzoni all’interno. Sfondi macabri che rievocano vie buie di finali di film, in cui la batteria torna in auge tenendo per più di due minuti un ritmo memorabile.
I brani The Chimera e Glissandra ci fanno tornare a masticare di nuovo chitarre in overdrive e riff decisamente ascoltabili.
Wildflower è sicuramente il brano rappresentativo per l’atmosfera che riesce a creare, grazie ai suoi ritmi adagiati e all’utilizzo di violini e violoncelli. Billy Corgan si accorge che le sue parole, scandite in modo chiaro, ripetute all’infinito, sono vane al fine di raggiungere quel “wildflower” che, chissà, forse per gli Smashing Pumpkins è la felicità.

(09/07/2012)

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Lorenzo Modica
Lorenzo Modica

Redattore. Scrive sul webzine OUTsiders dal 2011, frequenta la facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Studi di Torino. Appassionato di rock, indie rock, e sottogeneri. Contatti: owomoyela90@gmail.com