The Phenomenal Handclap Band – Form & Control

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
6.0


Voto
6.3

6.3/ 10

di Giorgio Albano

Dopo due anni passati in pellegrinaggio per il mondo come supporting cast di gruppi quali i Franz Ferdinad e i The Gossip, i The Phenomenal Handclap Band hanno anche trovato il tempo e le risorse per produrre un nuovo album. From & Control è il secondo disco del gruppo new-yorkese e contiene dodici tracce di indie rock con parecchie influenze disco. Registrato nei prestigiosi RAK Studios di Londra, tutto sommato non si discosta troppo dal precedente e primo lavoro datato 2009. Ancora presenti i rimandi alla disco d’epoca e , più in generale, le atmosfere soul anni ’70. Rispetto al passato il gruppo ( che si è ufficialmente allargato comprendendo anche dal punto di vista prettamente formale Patrick Wood, Luke Riverside, Laura Marin, Bing Ji Ling, Pier Pappalardo e Joan Tick ) dimostra di avere anche delle salde radici nel mondo del rock, facendo più uso di chitarre elettriche senza però distaccarsi dalle loro tipiche atmosfere retrò. Certo i rimandi non si limitano solo al periodo pre-caduta del muro di Berlino, tanto che ascoltando attentamente si posso ritrovare Daft Punk , Justice o Empire the Sun senza troppe difficoltà.

Spesso anche i video riflettono questa loro passione (quasi ossesione) per gli anni che furono, un esempio è The right One. Primo singolo estratto dal disco e, per questo, già fornito di un proprio video che rievoca, con il bianco e nero le immagini moltiplicate e le ambientazioni, gruppi come i Pink Floyd e coetanei.

Il disco è fluido e decisamente facile da ascoltare. Nulla di complicato o troppo cervellotico, tutto molto immediato ed intuitivo,giri e idee che funzionano conditi da un’elettronica per nulla invasiva. La pecca rivelata un po’ da tutti è la scarsa capacità di innovare del gruppo. Purtroppo per loro ci troviamo negli anni zero e la loro musica oltre che essere superata come mercato (ma quello poco ci interessa) è già stata esplorata completamente. Risulta difficile creare qualche cosa di innovativo da una materia prima su cui tutti hanno già attinto da parecchi anni. Bisogna anche dire che il gruppo segue il proprio istinto divertendosi e cercando di non pensare troppo alle conseguenti capacità di marketing del loro cd e questo non può che fargli onore. A dirla tutta il disco è migliore di alcune elucubrazioni decisamente originali ma complicatissime. Viva l’easy listening.

(14/04/2012)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.