The Mainstream – Have no fear

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
6.5


Voto
6.7

6.7/ 10

di Lorenzo Modica

Si parla di temi sociali comuni che si mescolano facilmente nella quotidianità, ma si parla anche di come le persone, la musica si possono mescolare per conoscersi, per intessere una rete che comprende tanti luoghi differenti e disparati della Terra.
Hanno iniziato da lontano ad assemblare la loro musica, ora sono in uscita con il loro terzo disco, Have no fear, curato nel mastering da Robert Babicz, guru del sound che, per questo lavoro ha impiegato macchine analogiche come lo Studer A80, allo scopo di conferire carattere vintage al disco; mentre le registrazioni sono affidate a Guy Sternberg presso il LowSwing studio di Berlino particolarmente noto in nord-Europa per il gusto “analogico”, tanto da essere scelto da band come Keane, Travis e Maximilian Hecker. Il mix viene curato dalla stessa band prima a Berlino, poi al Transeuropa di Torino ed infine al theStream studio a Lueneburg. Come precedentemente detto, anche nel lavorare il disco, per impacchettarlo come si deve e metterlo nel mercato, hanno girato mezza Europa.
Sono un collettivo di musicisti e collaborazioni che toccano in totale 21 artisti appartenenti a quattro continenti e arrivano da stati come: Cile, USA, Canada, Francia, Germania, Italia, Irlanda e Sud Africa; da chiarire che una formazione ufficiale c’è, ossia la base dei Mainstream è: Federico Malandrino (italy/ guitar), Anton Stoeger (germany/drums), Laurent Vianes (france / bass), Pablo Ryan (ireland, spain, germany / violin) & Joscha Blachnitzky (germany & san francisco / vocals & acoustic guitar).
Il terzo album per il collettivo incarna lo spirito dell’Europa unita: tre tedeschi, un francese e un italiano per un disco di quindici brani con un tema comune “non avere paura!”; i Mainstream si sono impegnati nella scrittura e arrangiamento di questo terzo disco, che rappresenta un’evoluzione importante rispetto ai precedenti lavori: lo stile si fa più asciutto e si concentra intorno al rock cantautoriale, ottime melodie che rappresentano la loro essenza, la purezza.
Stacchi rapper, ma anche rock, ma in generale parliamo di un album folk che rientra in toto in suoni world, e mai come questa volta è azzeccato.

Vicini ai primi Coldplay, o forse per lo stesso studio di registrazione di Berlino anche ai Travis,  Have no fear(The Stream Records)riesce comunque a distinguersi, in quanto risulta un grande sforzo di affrontare temi importanti come la guerra vista dai bambini (Africa), canzone nella quale si sentono fuoriuscire gli odori di quella terra da strumenti e cori usati perfettamente, o come Taylor Rain, dove si affronta il tema della sessualità, raccontata dalla televisione attraverso un dolce brano, spezzato in modo affascinante da un parlato rappato, senza dimenticare i rapporti di coppia di Close my eyes e Sleep with me, e le emozioni più profonde di Shine e Yellow tree. Proprio il titolo, Have no fear rimanda all’importanza di guardare la realtà con coraggio, mettendo in gioco la propria capacità di amare, soffrire, lottare e condividere. I temi sociali si mescolano con quelli della quotidianità, adattandosi di volta in volta alle ballate, ai brani di ispirazione trip hop, beatlesiani o gospel come in Shine.
Il disco, il primo in distribuzione fisica anche in Italia, in uscita a gennaio 2012, come già i precedenti è ricco di collaborazioni: i rapper di Hollydish (Québec) e Shane Christiansen (California), i cantautore tedeschi Huw Hamilton e Synje Norland, il musicista cileno Felipe Sepulveda e la Deutschen Filmorchester Babelsberg.
La più ritmata Perfect day è uno dei migliori brani del disco, ma sicuramente troviamo anche delle sperimentazioni di suoni importanti tra le 15 canzoni per lo più molto pacate e catalogabili in dolci ballate.

Saranno anche in Italia, anzi iniziano dall’Italia con il loro promo-tour. Leggi l’evento.

(16/01/2012)

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Lorenzo Modica
Lorenzo Modica

Redattore. Scrive sul webzine OUTsiders dal 2011, frequenta la facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Studi di Torino. Appassionato di rock, indie rock, e sottogeneri. Contatti: owomoyela90@gmail.com

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