The Irrepressibles – Nude

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Simone Picchi

Non è semplice parlare di un progetto complesso quanto affascinante come quello de The Irrepressibles. Non ci troviamo di fronte a semplici tracce nelle quali elogiare qui un funambolico batterista, qui un bassista cool oppure il tocco di un chitarrista. Di fronte ad un gruppo di dieci musicisti non è il singolo ad elevarsi, ma l’insieme, lo stesso che riesce a stregare le fortunate platee che li accompagnano live. Jamie McDermott e i suoi “Irrefrenabili” offrono una miscela fantastica tra teatralità e decadenza, un misto di scie puramente ambient ed elettroniche, sinfonie di decadenza crepuscolare, retti da una voce il più delle volte sussurrata che recita testi fortemente significativi che indagano a loro modo sull’essere umano.
La traccia iniziale ci prende per mano per accompagnarci all’ascolto di questo disco: Tears (prelude), un preludio ideale al capolavoro che verrà dopo. Le note di un malinconico pianoforte aprono Two Men In Love manifesto di un amore gay raccontato con la stessa tranquillità ed enfasi di una qualsiasi storia d’amore. Difficile rimanere impassibili, non farsi trascinare emotivamente da questa perla che ha il potere di “far accettare” l’anomalia della storia raccontata.
I livelli compositivi rimangono alti senza raggiungere lo stesso apice, sugli scudi troviamo Ship e The Arrow, che aprono e chiudono la mini-suite del singolo New world e della sua Opening, a mio avviso migliore del singolo stesso che risente della struttura elettronica minimale a dispetto del pathos del suo incipit.
L’ultima traccia non è altri che l’epilogo del preludio dell’opener che chiude idealmente un disco che ha percorso la strada aperta nel precedente disco di debutto, meno cabarettistico e più figlio della maturazione ovvia che ne consegue. La forte emotività è la forza, un’arma a doppio taglio per qualcuno, ma la qualità espressa (veramente alta) lascia poco spazio alle critiche. Alla lunga le tracce in sequenza possono risultare, alle orecchie meno attente, un semplice esercizio di stile, ma monicker non fu più azzeccato: sono Irrefrenabili, come le emozioni.

(17/02/2013)

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Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.