The Hives – Lex Hives

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
5.5


Voto
6.3

6.3/ 10

di Edoardo D'Amato

Sono tornati, e sicuramente infiammeranno ancora i palchi di mezzo mondo: gli Hives, quella creatura svedese che nacque nel 1993 e solo nel 2000 cominciò ad essere conosciuta ai più, pubblica il suo sesto album in studio. E rispetto alle etichette affibbiate dieci anni fa a Pelle Almqvist e soci, nulla sembra essere cambiato: “fanno sempre le solite cose, ma le fanno bene, e poi lo capisci dal vivo che sono dei geni”. Così mi disse un tizio, proprio al rock in Idhro di un anno fa, tentando di introdurmi al loro live. E allora diciamolo ad alta voce: i Peter Pan del garage punk non sono per niente cresciuti, e forse è un po’ quello che tutti volevano. Non sempre è necessario cambiare, perchè se la ricetta è giusta e l’artista si diverte sempre a riproporla, allora tanto vale rimanere sempre gli stessi. Così Lex Hives, a cinque anni dal deludente The Black and White album, quando prosegue una strada tracciata già da tempo (il singolo che promuove l’album, Go Right Ahead, oppure 1000 answers) piace ed è, nonostante sia la stessa minestra(seppur sempre buona), pienamente promosso. Francamente invece quando il quintetto si presta ad una specie di cover di I love rock and roll alla Joan Jett in Wait a minute non si capisce dove voglia andare a parare: un sound sicuramente più hard, uno stile accostabile ai White Stripes, ma ciò che importa è che quelli che suonano non sono più gli Hives. Le nevrosi di Almqvist, i coretti di Vigilante Carlstroem e il ritmo serrato e conciso: dov’è tutto questo? Lo stesso si può dire di Wait a minute e Patrolling Days: addirittura quattro minuti per quest’ultima, una vera e propria suite per gli standard del gruppo scandinavo. Quando però ascoltiamo Take Back The Toys ci viene una voglia matta di ballare insieme a Pelle in qualche arena cocente. E’ il pezzo che più si avvicina allo splendore che fu, e il frontman dà veramente il meglio: Dio, quanto piace lo stile così diretto del biondino, la carica è la stessa di Idiot Walk. La cantilena di Without the money onestamente ci fa ripiombare nella noia di prima, e ne usciamo faticosamente grazie alla esplicita reminiscenza ramonesiana di These Spectacles Reveal The Nostalgics , che ci sveglia, ma nemmeno tanto, e il disco si riprende poi bene nell’urgente voglia di comunicare di If I Had A Cent. In parole povere quindici minuti di veri Hives (cioè quelli che rivedrei di corsa, perchè è pur vero che dal vivo forse sono la migliore band attualmente), e altri quindici di qualcos’altro di cui non si trova il filo conduttore.

(18/06/2012)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.