The Hacker – Shockwave

Scheda
Rispetto al genere
4.0


Rispetto alla carriera
5.0


Hype
5.0


Voto
4.7

4.7/ 10

di Zoe Cristina Vassallo

Diciamolo subito: Shockwave EP non è assolutamente ciò che di meglio si potesse aspettare da The Hacker. Due sono i brani principali di cui uno in versione originale e due remix di artisti differenti.
Il primo è quello di Gesaffelstein, che remixa il singolo di spicco, storpiando il brano con un intro più lungo, suoni spesso sono poco innovativi, un primo ascolto che appare forzato. Oggettivamente, a prescindere che piaccia o no il genere techno, Michel Amato (The Haker) ha avuto un meritato picco di popolarità nel 2011, col brano che lo rese conosciuto nel mondo :“Frank Sinatra” (dal “First Album”), realizzato insieme a Miss Kittin (Caroline Hervé), determinando un periodo importante per il movimento elektroklash. Tracce che contestualizzate in quegli anni erano davvero di riferimento rispetto a questa simile ma scialba ultima uscita. Per collocare il genere accanto artisti che hanno avuto un ruolo predominate nell’ambiente, basti riascoltare i Chemical Brothers, contemporaneamente in uscita anch’essi con il singolo “It Began in Afrika” dell’album “Come with house”. L’altro remix è targato Mark Archer, techno artist, ma il tono dell’EP cala ulteriormente: qualche voce campionata in più, ma il pezzo rimane quasi immutato.  “Bass”, l’ultimo brano ha pochi elementi che lo contraddistinguono anzi appare assai simile a “Radiation” (dall’album “Reves Mecaniques” del 2004) ed è tra l’altro uno dei pochi sforzi compiuti in assenza dell’onnipresente Miss Kittin (tranne per l’altro brano,  “Masterplan”).
Nessun passo avanti dunque: sembra più accattivante il pezzo datato con beat più attuali in relazione a questa uscita. Un 12” che non cambia il trend né direziona la produzione verso sperimentazioni interessanti.

(28/03/2012)

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Zoe Cristina Vassallo