The Flaming Lips – The Flaming Lips and Heady Fwends

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.5


Hype
8.0


Voto
8.2

8.2/ 10

di Marco Favaro

Ormai i Flaming Lips ci hanno abituato a produzioni fuori dal comune, creature strane, album di difficile identificazione: tra gli ultimi esempi 7 Skies H3, pezzo rilasciato lo scorso 31 ottobre, che dura 24 ore ed è riprodotto a ripetizione in un apposito sito (http://flaminglipstwentyfourhoursong.com/).

A partire dallo scorso anno la band di Wayne Coyne ha rilasciato una serie di EP di collaborazione con alcuni artisti loro amici, tra i quali Yoko Ono, Lighting Bolt, Neon Indian e Prefus 73; diretta prosecuzione di queste esperienze è The Flaming Lips and Heady Fwends, album uscito in occasione del Record Day Store 2012: tornano qui alcuni brani contenuti nei precedenti EP e si aggiungono, nella versione compact disc, altre nove canzoni di collaborazione con artisti provenienti da mondi musicali diversissimi. Dalle “avanguardie storiche” di Nick Cave e Yoko Ono  all’indie di Bon Iver e Neon Indian, dall’elettronica dei Prefuse 73 alla neo-psichedelia dei Tame Impala; a dare unità a un lavoro tanto variegato e complesso c’è l’approccio musicale con cui i Flaming Lips scremano tutte le composizioni: suono dominato dai fuzz, linee vocali altalenanti, liriche a metà tra il demenziale e il visionario, psichedelia torcineuroni. Siamo pienamente nel solco musicale della band, che utilizza qui tutti i canoni della sua ricerca, realizzando un album che scorre incredibilmente compatto e, nonostante la continua presenza di presenze esterne, suona proprio come un album dei Flaming Lips.

Si oscilla tra ballate che attingono dalla tradizione folk-psichedelica, alternando synth e chitarre acustiche,(Ashes in the Air /Helping the Retarded to Find God / I’m Working at NASA on Acid) e brani più adrenalinici, dominati da fuzz, elettronica e bassi pulsanti (2012 You Must Be Upgraded/ You,Man?Human?? / Do It!): il risultato finale è un viaggio nelle diverse declinazioni della psichedelia, a cui i Flaming Lips hanno dato nuova veste e nuova vita in un mondo che è andato incredibilmente avanti dagli anni di Pink Floyd, Led Zeppelin, Can, della new wave psichedelica, da quando i Flaming Lips stessi hanno iniziato a suonare. In questo The Flaming Lips and Heady Fwends è un album della dispersione: istantanea di collaborazioni che la band porta avanti contemporaneamente, già interrotte o in procinto di, o che invece proseguiranno, mistura di  scene musicali agli antipodi; tassello nella produzione di un gruppo che pubblica EP a distanza di pochi mesi, rilascia immense suite su internet, brani che si disperdono nelle pieghe del web, crea formidabili performances dove il suono è tutt’uno con lo spettacolo e che in questo è un azzeccato emblema  -e insieme interprete perfetto- del tempo che stiamo vivendo.

Scopri la traduzione di Teaserd and Maced nella nostra sezione Testi Tradotti!

  1. “2012 (You Must Be Upgraded)” (featuring KeshaBiz Markie and Hour of the Time Majesty 12)
  2. “Ashes in the Air” (featuring Bon Iver)
  3. “Helping the Retarded to Find God” (featuring Edward Sharpe and the Magnetic Zeros)
  4. “Supermoon Made Me Want to Pee” (featuring Prefuse 73)
  5. “Children of the Moon” (featuring Tame Impala)
  6. “That Ain’t My Trip” (featuring Jim James)
  7. “You, Man? Human???” (featuring Nick Cave)
  8. “I’m Working at NASA on Acid” (featuring Lightning Bolt)
  9. “Do It!” (featuring Yoko Ono/Plastic Ono Band)
  10. “Is David Bowie Dying?” (featuring Neon Indian)
  11. The First Time Ever I Saw Your Face” (featuring Erykah Badu) (written by Ewan MacColl)
  12. “Girl, You’re So Weird” (featuring New Fumes)
  13. “Tasered and Maced” (featuring Aaron Behrens of Ghostland Observatory)

 

(28/06/2012)

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Marco Favaro
Marco Favaro

Collaboratore. Cantante e chitarrista nei Dieci Piccoli Indiani.