[REVIEW] The Ex & Brass Unbound – Enormous Door

Scheda
Rispetto al genere
8.5


Rispetto alla carriera
8.5


Hype
8.5


Voto
8.5

8.5/ 10

di Davide Agazzi

the exbrass

C’è scritto a caratteri cubitali sul loro sito internet e non è un mero riferimento geografico. Per gli olandesi The Ex, l’Etiopia è qualcosa di più di un semplice territorio africano; uno stato d’essere, un approccio alla musica, una devozione immensa al lavoro di alcuni maestri illustri come Getatchew Mekuria e Mahmoud Ahmed. Lo testimoniano le tantissime sperimentazioni di questi oltre trent’anni di attività, che li hanno visti spesso suonare nel Continente Nero e  hanno spronato un gruppo nato sulla scia del punk-ribelle di fine anni settanta ad esportare cultura e jazz d’avanguardia in tutto il mondo.

Come accaduto poco tempo fa per un altro gruppo che ama sperimentare e macinare con gusto le spezie africane, gli Heliocentrics di Malcom Catto, anche per gli Ex buona parte della loro lezione si incentra sul ritmo. Il discorso però qui si affina (e i nostalgici ne saran contenti), perché sopra basso e batteria viene ricamata una soffusa trama post-punk che potrebbe stuzzicare anche le fantasie dei serratissimi inglesi Prinzhorn Dance School ( o sono i Clash quelli dell’iniziale Last Famous Words?). Ma è solo un pensiero temporaneo, perché la fantasia e i colori di questo Enormous Door sono tutti da ricercare nella Brass Unbound, la formazione di fiati composta da alcuni dei maggiori pesi massimi mondiali in materia di fiati, quattro in tutto, tra cui è compreso il trombettista siciliano Roy Paci. Impossibile non pensare al successo della Debo Band, la numerosissima fanfara d’Etiopia prodotta da Thomas Gobena dei Gogol Bordello, forse più genuina, ma certamente meno incendiaria di questo supergruppo con base in Olanda, che strizza l’occhio alle foreste svedesi dei Goat, ai ritmi balcanici dei Markovic e all’universo di John Zorn. In sole otto tracce, con tanto di cover recuperate dalla tradizione africana, come Belomi Benna e Theme From Konovo, già ascoltata nel precedente Turn (tra l’altro, prodotto da mr. Steve Albini), gli Ex riescono nel compito più difficile: farsi apprezzare per un freschezza che non sente il peso degli anni. Spirito punk al 100 %.

(30/08/2013)

Commenta
Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.