The Dillinger Escape Plan – One Of Us Is The Killer

Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
7.0


Voto
6.5

6.5/ 10

di Alekos Capelli

One Of Us Is The Killer è il quinto album dei genietti mathcore The Dillinger Escape Plan, band che, a partire dalla pietra miliare del genere Calculating Infinity (1999), ha saputo imporsi e mantenere uno standard elevatissimo, per quanto concerne la qualità delle proprie uscite.
La collaudatissima ricetta del quartetto americano (che vede ora nel chitarrista/compositore Ben Weinman l’unico membro originario rimasto), concretizzata in un ricchissimo ed eterogeneo impasto di metal estremo (grind), industrial, jazz e rock sperimentale, ha ormai da tempo esaurito l’effetto sorpresa, e, per necessità o virtù, si affida ora all’intrinseca bontà di un songwriting sempre tecnico, iper-cinetico e mutevole, per mantenere inalterata la proverbiale intensità del loro sound.

Il nuovo album, secondo a essere inciso per la loro etichetta Party Smasher, rispecchia appieno tale percorso, nel quale si riconoscono subito tutti i marchi di fabbrica della band, a cominciare dalla convulsa e nervosa partenza di Prancer, perfetta equivalente delle varie Panasonic Youth e Fix Your Place, a poca distanza (la title-track) riemerge il lato più melodico e easy-listening dei nostri, che non fa mistero di quella fascinazione pattoniana portata avanti sin dall’Ep Irony Is A Dead Scene (2002), sia per quanto riguarda le vocals di Greg Puciato che per le atmosfere noir (Paranoia Shields, Crossburner). One Of Us Is The Killer risulta quindi paradossalmente tanto valido e impeccabile sul piano formale (si segnala l’ottima produzione di Steve Evetts), quanto freddo e poco coraggioso sotto il punto di vista artistico, fotografando una band che ha allentato al pressione sul pedale della sperimentazione e dell’evoluzione, in passato spinto veramente a tavoletta.

Abbastanza incredibile a dirsi, ma, sulla lunga distanza e soprattutto dopo ascolti ripetuti, anche i The Dillinger Escape Plan annoiano. Il loro primo vero mezzo passo falso.

(16/05/2013)

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Alekos Capelli
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