The Big Pink – Future This

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
6.0


Voto
6.3

6.3/ 10

di Giorgio Albano

Il duo inglese, formato da Robbie Furze e Milo Cordell,  è tornato sulle scene mondiali. Sono passati tre lunghi anni dal loro celebrato esordio intitolato A Brief History of Love. Quel disco riuscì, a detta di tutti, ad anticipare di qualche mese tutto lo sviluppo musicale del genere, portando sulle scene un prodotto davvero innovativo. Purtroppo lo posso svelare da subito: i The Big Pink non hanno saputo ripetersi. Come spesso accade a tanti gruppi indie la magia del primo disco svanisce misteriosamente quando si incomincia a lavorare sul seguito. Future Thi si appoggia senza dubbio a quelle che sono le basi lasciate dal suo predecessore ma non riesce ad illuminare né innovare quasi per niente. Ancora presenti in modo massiccio i synth accordati con chitarre acustiche ed elettriche, uniti al solito clima cupo portato avant dalle linee vocali di Robbie. Lievi rimandi anche agli anni ‘80, che però non entusiasmano. Una grande differenza rispetto al precedente disco si riscontra nel tentativo, prima ammesso e poi smentito – ma a mio avviso presente – di aggiungere una nota di hip-hop all’interno del già complicato sound della band. Altra differenza è il cambiamento di produttori e mixer per questo secondo lavoro.

Il disco si apre con Stay Gold, canzone caratterizzata da sonorità più spiccatamente pop, come anche Hit the ground, seconda traccia dell’album.

http://www.youtube.com/watch?v=05_7iVM1foQ&feature=related

Il disco continua distaccandosi lievemente dal pop e tornando su sponde più conosciute al duo londinese, rispolverando gran parte dell’elettronica che li contraddistingue senza però cercare di abbandonare una linea melodica orecchiabile. Nonostante questo cambiamento, il disco prosegue fluido ma allo stesso tempo continua a notarsi una lieve mancanza di personalità.

http://www.youtube.com/watch?v=XjE1horb_lc&feature=related

Tutte le tracce sono di per sé di buon livello, lavorate e campionate in modo sapiente ma senza quella scintilla di genialità che le faccia apprezzare. Il lavoro non è pessimo, solo leggermente insipido. Si ha la sensazione che mancherebbe davvero poco a ciascuna canzone per farle fare il salto di qualità e portarla su un altro livello. “Manca sempre un centesimo per fare la lira”. Le tracce scorrono leggermente anonime dalla prima all’ottava per poi trovare un picco in Future this,  title track dell’album, e in 77, che chiude il lavoro.

http://www.youtube.com/watch?v=PVNd2V20DJU

Ascoltandole si può notare che la capacità e il talento dei The Big Pink non è affatto scomparso. Forse la tanto chiacchierata “sottile vena di hip-hop” che si è cercato di comprendere all’interno del cd ha avuto bisogno di troppo tempo per essere interiorizzata? Fatto sta che il disco suona più che altro come una possibilità mancata, soprattutto alla luce delle ultime due tracce.

http://www.youtube.com/watch?v=xHSVGkRWZfA&feature=youtu.be

(14/01/2012)

Commenta
Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.

0 Comments



Be the first to comment!


You must be logged in to post a comment.