[REVIEW] Temples – Sun Structures

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.5


Voto
7.5

7.5/ 10

di Matteo Monaco

FC9C6A9F760ABD4E9E9F27BDFACE336320132211174320911Pop e psichedelia, un connubio stilistico che sfreccia sempre più deciso dentro al tunnel spazio-temporale degli anni 10 – direzione gli appannati, psicotropici sixties. È un viaggio da cui non si esce con un battito di ciglia, se la strada è intrapresa dai nuovi wanna(Be)atles del pop-rock internazionale, con Tame Impala e gli ultimi, impolverati TOY in capo alla fila del neo-tripping su major. Ora ci si mettono anche i Temples – da Kettering, nel Northamptonshire – con la sacra benedizione di Noel Gallagher e Johnny Marr. Il loro Sun Structures, allora, mette in campo tutte le moderne tecniche del revival, con l’ampio armamentario di strumenti affinato durante la decade del (neo)synth-wave e della (neo)electro: la tecnica solidissima dei quattro musicisti, affiancata all’ingegneria creativa che giace dietro alla costruzione di ogni riff, non è che il terreno più fertile per quell’altra ingegneria, quella del suono, deputata all’accensione di ogni sfumatura passatista, vinilica, che sappia esaltare le caratteristiche di un prodotto meccanicamente vintage. Come un vino buono, Sun Structures rivela le sue gemme con A Question Isn’t Answered, nella digressione islam-tanz di Sand Dance e nel cazzotto sferrato in volto a Lennon e McCartney con l’esplosiva Shelter Song. È l’azione chimica, è sopratutto questione di igiene (psichica): per far esalare l’ultima tonalità di terra e di frutta da un vino, serve la freschezza degli ingredienti e la rigidità del metodo. I Temples, al servizio e con il servizio di una macchina produttiva di qualità e ambizione globali, sferrano l’ultimo attacco a quel calendario che si ostina a parlarci di un misterioso 2014: vincerà la dissociazione? E sopratutto, questi sono davvero i nuovi anni 60?

(06/04/2014)

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Matteo Monaco

Fondatore e collaboratore permanente di OUTsiders. Scrivo per Tagli, dopo aver collaborato con Però Torino e Ondarock.