Teho Teardo & Blixa Bargeld – Still Smiling

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.5


Voto
7.2

7.2/ 10

di Lorenzo Goria

Il tedesco è per antonomasia una lingua di poeti e filosofi, ma è opinione comune che non suoni in modo propriamente musicaleSolo per questo, un disco interamente cantato da Blixa Bargeld, indipendentemente da quanto si possa conoscere degli Einstürzende Neubauten, qualche problema lo crea a priori. Perciò diremo subito che Still Smiling non vuole e non cerca i favori di un pubblico ampio e preferisce indirizzarsi a una fetta molto ristretta di ascoltatori. Innanzitutto a chi sa chi è Teho Teardo; a chi capisce i testi trilingue; a chi riesce a stare dietro alla musica intricata e a tratti anche pesante. Insomma, un disco fatto per l’arte e per il gusto di farlo, dove ogni secondo di musica è stato studiato in due anni di lavoro e nulla è stato lasciato all’improvvisazione. La cura perfezionistica di ogni brano si sente chiaramente ed è allo stesso tempo un pregio grandissimo e un difetto insormontabile. Un pregio perché regala momenti di ottima musica; un difetto perché non riesce ad oltrepassare la carta del pentagramma e ad entrare nel cuore dell’ascoltatore. Se vogliamo arrivare fino in fondo al disco dobbiamo già conoscere ed amare almeno uno dei due artisti ed essere disposti a ricominciare da capo più e più volte per arrivare ad apprezzare Still Smiling nella sua interezza. 

Lasciamo da parte il sapore da esercizio di stile e partiamo dal presupposto che Still Smiling è un disco musicalmente perfetto: Teardo e Bargeld si fanno bastare un violoncello e qualche altro arco per riuscire a spaziare attraverso una gamma cromatica e stilistica molto varia, e poche volte si ha l’impressione che il disco sia monotono, ma la strumentazione scarna non aiuta a renderlo più fruibile. Martina Bertoni al violoncello regge quasi tutta la sezione strumentale sulle proprie spalle, e se notiamo delle suggestioni immaginifiche che passano da toni cupi e opprimenti a momenti malinconici o ironici è merito suo. Salta subito all’orecchio come Bargeld abbia tentato un cantato molto più orecchiabile del suo solito neubautiano, ed infatti la maggior parte delle canzoni presenta una cura delle melodie che sarebbe stata impensabile se non ci fosse stato Teho Teardo.

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Mi scusi, il primo singolo del disco, è un’autoironica introduzione al disco in cui Blixa cerca di mettere le mani avanti per la sua cattiva pronuncia dell’italiano. Più che per le sue strampalate giustificazioni («studiavo latino a scuola, ad un livello cavernicolo») lo perdoniamo perché in qualsiasi lingua canti, la sua voce è eccezionale. Infatti nel pezzo che segue, Come up and see me, il suo inglese è trascinante e malinconico, e ipnotizza quando si intreccia con se stessa nell’elencare tutti i canali TV italiani. La stoccata politica la può capire solo chi usa leggere The Economist (The man who screwed a whole country è un lungo articolo dedicato a Silvio Berlusconi, cercatelo se non ci credete). Molto coinvolgente anche il seguente Axolotl, primo pezzo interamente in tedesco dal piglio neubautiano, introdotto da un violoncello che sembra un fucile. Da qui il disco scivola nell’erore di giustapporre tracce molto simili tra di loro, che per quanto ben riuscite appesantiscono l’ascolto. Dobbiamo arrivare  a Alone with the moon per sentire una variazione nel tono: la canzone dei Tiger Lillies, reinterpretata in modo da essere ancora più malinconica, sembra cantata da Leonard Cohen. Spiccano tra gli ultimi pezzi What if…?, cantata prima in italiano poi in inglese e A quiet life. La prima inizia come un treno, col basso pulsante che arriva dritto al cervello e sfocia in un ritornello eccezionale; la seconda, inquieta colonna sonora del film Una vita tranquilla di Claudio Cupellini, è un saggio di quanto i due artisti possano essere complementari l’uno all’altro.

Still Smiling è un disco che viene dal cuore, lo si capisce in più momenti. Eccezionalmente orchestrato in molti punti, ha il difetto di essere un’ottima battuta che può essere capita dal solo circolo di carte in cui è stata fatta. Ma pazienza: chi ne fa parte si senta onorato.

(19/07/2013)

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Lorenzo Goria

Collaboratore poco più che occasionale, studente di liceo classico a Torino e (con ogni probabilità) OUTsider più giovane in circolazione.