Tapes ‘n Tapes – Outside

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
6.5


Voto
7.2

7.2/ 10

di Lorenzo Modica

Arrivavano dalle critiche del recente album del 2008 “Walk it off”, che per tanti fu un passo indietro per la band del Minnesota.
A gennaio di quest’anno sono usciti con il quarto album, “Outside”, prendendo la sagace decisione di tornare ai loro primi passi e registrare nuovamente con la Ibid Records abbandonando la XL Recordings.
Se prima la critica era divisa tra il negativo e il neutro, valutazione ancor peggiore, ora c’è solo chi li ama o chi li odia.
Lo stampo americano di College Band c’è, ma la loro indole nel creare atmosfere suonando Indie li eleva ad uno stato superiore.
Il primo brano del disco è “Badaboom”, incalzante con una vena sottile di tristezza che ritroveremo a grandi linee per tutto Outside, infatti il secondo brano è ricreato pari al primo, stessa struttura.
Scelta discutibile come accostamento di questi brani iniziali.

La prima che si discosta da questo leit-motif è “One in the world”, la quale possiede ritmi stranamente latini, ma nonostante ciò la sua voce, più britannica che di Minneapolis, si accosta bene.

In “Nightfall” riecco uscire quel suono latino, stavolta da delle trombe messicane che rievocano subito dei Mariachi a bordo strada, ma dura per poco, poichè i Tape’n Tapes ritornano in vecchi arrangiamenti psicotici in cui ci sguazzano molto bene. Il brano è davvero interessante per come costruito, molti cambi non eseguiti in velocità, tanto da scemare dolcemente verso la fine e tornare alle note iniziali.

Josh Grier (definito tapes 1)è il cantante, e si diverte molto con la sua voce Indie pulita, ma, la sa far diventare un pò più rock quando vuole. Gli altri “Tapes” della band sono: Jeremy Hanson (Tapes 2), Matt Kretzman (‘n) e Erik Appelwick (‘n).  Gii ultimi due sono entrati dopo la formazione iniziale della band, e per questo non hanno ancor il “meritato” soprannome Tapes.
Psichedelia e country rientrano nel loro sound, con maggior frequenza lo è la parte pscichedelica, ma, in brani come “On and On” li ritroviamo entrambi.

Gli ultimi 5 brani del disco sono i più sperimentali, come “The Saddest of All Keys”,”Hidee Ho”, “Mighty Long”e “On and On”. “People You Know” si discosta e diventa una ballata anni ’50.
Sicuramente il singolo di lancio è stato studiato molto bene perché è una divertente, bella e allegra canzone, che però si distacca da quasi tutto il disco.
Vi raccomando il video che è da seguire fino alla fine.

(29/09/2011)

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Lorenzo Modica
Lorenzo Modica

Redattore. Scrive sul webzine OUTsiders dal 2011, frequenta la facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Studi di Torino. Appassionato di rock, indie rock, e sottogeneri. Contatti: owomoyela90@gmail.com

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