Takana Zion – Rasta Government

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
9.0


Hype
8.0


Voto
8.3

8.3/ 10

di Lorenzo Li Veli

Cosa fare se il mondo va a rotoli e qualsiasi salvagente cui aggrapparsi pare fallire inesorabilmente? La risposta è semplice: instaurare un Rasta Government, un governo rasta, per ristabilire l’ordine morale e sociale che il male scaturito da Babilonia ha distrutto. Takana Zion è un reggaeman originario della Guinea, piccolo stato dell’Africa Occidentale, e ha stupito gli ascoltatori con il suo disco d’esordio del 2007, Zion Prophet. Il successo è stato subito bissato dal secondo lavoro, Rappel l’Ordre, pubblicato nel 2009. A maggio 2011, la definitiva consacrazione con l’uscita di Rasta Government: un prodotto maturo, dal punto di vista lirico e sonoro, che regala a Takana Zion la gioia di un successo mondiale. I motivi sono molteplici: l’utilizzo quasi esclusivo della lingua inglese, invece del francese o del dialetto africano, ha permesso di raggiungere il maggior numero di ascoltatori. La decisione di registrare l’intero lavoro a Kingston, capitale della Giamaica e madrepatria del reggae, ha, inoltre, influito notevolmente nella diffusione di Rasta Government. Il disco consta di sole dieci tracce, un piccolo capolavoro racchiuso in tre quarti d’ora. Lo scopo principale dell’artista guineano è quello di diffondere l’amore attraverso la musica, una missione salvifica attraverso i suoni di un lavoro newroots che risulta una delle migliori uscite del 2011.

Takana Zion è un grande fan di Peter Tosh, il Bush Doctor, e la prova è Stolen Family, una riproposizione, da un diverso punto di vista del classico di Tosh, 400 years, mentre My music è un inno al grande amore dell’artista, la musica appunto, visto come “medicine for the hopeless”, medicina per la mancanza di speranza. Takana ribadisce, in diversi punti del disco, la “missione” di cui si sente portabandiera, il salvataggio del mondo con canzoni colme d’amore e buoni propositi. La traccia omonima, infatti, estremizza questo concetto, proponendo il governo basato sui dettami rasta come unica soluzione possibile per il raggiungimento della libertà universale.

La coppia Jah-Selassiè, l’equivalente rasta per Dio e Gesù, è la protagonisti delle due migliori tracce del disco: Give thanks to Jah e Glory, unico duetto con il veterano Capleton. La prima è un inno di preghiera al suo Dio, una canzone molto introspettiva in cui il cantante descrive gioie e dolori della sua religione; la seconda, invece, è un’idolatria in musica dell’ultimo negus di Abissinia, appellato come “the king, the prophet and the higher priest”, ovvero re, profeta e prete più vicino alla divinità. Non manca una stoccata al passato coloniale dell’Italia, nella frase “mi celebrate Jah Jah victory and Mussolini defeat”, “celebro la vittoria di Jah e la sconfitta di Mussolini”.

Non manca un ritorno alle origini, con le due canzoni nella sua lingua madre, Khoule e M’Bife, due brani dalla grande carica emotiva. Con queste due tracce, cresce il rimpianto per l’abbandono dei suoni africani, che avevano contraddistinto i primi due album di Takana, in favore di un sottofondo tendente alla tradizione giamaicana degl anni ’60 e ’70. Rasta Government, comunque, è la consacrazione definitiva per la carriera del giovane Guineano, un’opera che racchiude tutto lo spirito di Takana Zion, un artista che avrà un ruolo fondamentale nella diffusione di questa musica.

(27/10/2011)

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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente della magistrale di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino

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